3. Insieme - ForelloSindaco.it
15990
page-template-default,page,page-id-15990,page-child,parent-pageid-15733,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-10.1.2,wpb-js-composer js-comp-ver-5.1,vc_responsive
 

3. Insieme

Perchè possiamo farlo solo insieme!

Nella lunga storia del genere umano (e anche del genere animale) hanno prevalso coloro che hanno imparato a collaborare ed a improvvisare con più efficacia (Charles Darwin)

La libertà è partecipazione, è un modo di stare insieme, implica organizzazione.

A Palermo c’è bisogno di un nuovo metodo. Occorrono istituti di partecipazione diretta, si deve ridurre la distanza tra l’amministrazione e i cittadini,  vanno condivise in modo puntuale e chiaro le conoscenze utili al bene della città, a cominciare dallo stato di salute della cassa comune, dei beni e del bilancio del Comune. Su questa base, un edificio, una fontana, un monumento abbandonato, un paesaggio, rappresentano un’occasione per stringere nuovi patti di collaborazione, per proteggere, risanare, migliorare o abbellire in modo creativo qualcosa che appartiene a tutti.

Il regolamento per i beni comuni urbani consente di valorizzare al massimo l’impegno diretto dei cittadini, promuove il potere per fare e pensare il futuro. Questo vuol dire anche coltivare un’identità comune, una storia che si conserva, si protegge (anche con sistemi di sicurezza partecipata), si promuove e si trasmette.

3.1 Decentramento e Partecipazione

3.2 Amministrazione Trasparente e Open Data

3.3 Bilancio

3.4 Beni Comuni Urbani

3.5 Sicurezza Urbana

3.1 DECENTRAMENTO E PARTECIPAZIONE

VALORI E OBIETTIVI

Il decentramento amministrativo e gli istituti di democrazia diretta non possono essere una favola che la classe politica di questa città continua a raccontare da decenni, illudendoci che esista.

È un metodo di governo della cosa pubblica che attua il principio di sussidiarietà di cui all’art.118 della Costituzione.

 

Il principio è universalmente semplice: più il potere è distribuito, prossimo alle esigenze e alle aspettative dei cittadini e aperto all’interazione con essi, maggiore è la qualità delle scelte di amministrazione del territorio e della democrazia. Obiettivo primario è favorire la partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa del proprio comune attraverso la realizzazione di modifiche statutarie e regolamentari.

SITUAZIONE ATTUALE

Le otto Circoscrizioni della città, ad oggi, gravano sul bilancio comunale per un importo pari a circa 3.000.000 di euro l’anno.

Nonostante l’impegno di ingenti risorse economiche, gli organi di governo delle circoscrizioni, i Consigli e i loro Presidenti, non hanno alcun potere di incidenza sulle politiche di governo della città.

Gli organi di gestione amministrativa, invece, presenti a livello periferico, sono esclusivamente deputati all’espletamento dei servizi base previsti da leggi nazionali e regionali. L’attuale organizzazione del decentramento amministrativo è disciplinata dal titolo VI dello Statuto del Comune di Palermo (art. 62 e segg.) e dal Regolamento per il Decentramento aggiornato con le modifiche apportate con la deliberazione del Consiglio Comunale n. 309 del 12.05.2010.

Il sistema, cosi come disegnato, prevede un decentramento amministrativo parziale e carente sotto diversi profili:

 

  • Gli organi di governo delle circoscrizioni esercitano un mero potere consultivo e propositivo e, nonostante la previsione di cui all’art. 30 del Regolamento per il Decentramento, il Consiglio Comunale non ha mai provveduto a delegare ai consigli circoscrizionali l’esercizio di funzioni specifiche in materie di rilevante interesse territoriale;

 

  • L’amministrazione comunale non ha mai definito gli strumenti patrimoniali idonei a realizzare un autonomo potere di spesa delle Circoscrizioni necessario all’esercizio delle funzioni delegate;

 

  • Con riferimento alla partecipazione, da una parte sono assenti importanti strumenti di partecipazione popolare, mentre altri, previsti dallo Statuto Comunale (referendum consultivo, consultazioni e conferenze popolari), sono sprovvisti di efficacia, perché non sono mai stati approvati i rispettivi Regolamenti Attuativi in sede di Consiglio Comunale.
PROPOSTE DI BREVE PERIODO

Al fine di realizzare i principi del decentramento e della partecipazione sanciti dalla Costituzione della Repubblica Italiana, dallo Statuto della Regione Siciliana e dallo Statuto del Comune di Palermo, nonché di perseguire lo sviluppo della democrazia diretta attraverso l’iniziativa popolare e la tutela dei diritti di uguaglianza e di libertà dei cittadini, ci impegniamo ad approvare:

 

  1. Un Nuovo Regolamento per il Decentramento che preveda:

 

  • Il miglioramento dell’attuale assetto organizzativo del decentramento amministrativo con interventi modificativi in ordine ai servizi base e alle funzioni consultive e propositive, in una direzione più funzionale alla cura concreta degli interessi dei cittadini;

 

  • La delega espressa alle Circoscrizioni in ordine all’esercizio di specifiche funzioni di interesse territoriale tra cui: manutenzione ordinaria relativa a strade, traffico veicolare, verde e decoro urbano;

 

  • L’attribuzione alle Circoscrizioni di una reale autonomia di spesa. In questa prospettiva, gli stanziamenti di entrata e di spesa di competenza di ciascuna delle otto Circoscrizioni saranno iscritti in appositi capitoli del Bilancio comunale in misura adeguata a garantire l’esercizio delle funzioni attribuite e delegate e in rapporto alle risorse disponibili;

 

  1. L’approvazione dei Regolamenti Attuativi degli Istituti di Partecipazione ad oggi inesistenti (referendum consultivo, consultazione e conferenze popolari) e la designazione della modulistica e delle informazioni ad uso dei cittadini (on line sul sito e cartacea in Circoscrizione)

 

  1. L’introduzione di strumenti di pianificazione/programmazione partecipata, di concorsi di progettazione sui temi di urbanistica, architettura, ambiente, sociale, etc. e di progetti, concorsi, competizioni che assicurino qualità e aderenza alle esigenze della cittadinanza.

 

  1. L’attivazione di nuove Consulte Civiche e la promozione di occasioni per lo svolgimento di conferenze cittadine su temi “sensibili” che riguardano il territorio (verde pubblico, differenze di genere e pari opportunità, trasparenza e partecipazione, ambiente e salute).
PROPOSTE DI MEDIO E LUNGO PERIODO

All’interno del nuovo quadro delineato in seguito all’approvazione del Regolamento per il Decentramento, occorrerà perseguire i seguenti obiettivi a medio e lungo periodo:

 

  • Dotare ciascuna Circoscrizione di adeguati strumenti, effettive risorse umane e finanziarie per l’esercizio delle funzioni proprie e delegate. Le dotazioni organiche faranno riferimento alla pianta organica del Comune e prevederanno un Dirigente per ciascuna delle otto Circoscrizioni con ruolo di coordinamento del personale di Circoscrizione. Nell’ottica di un virtuoso rapporto tra organi di indirizzo politico e organi di gestione amministrativa, tale Dirigente sarà titolare della responsabilità gestionale, organizzativa e gerarchica dei servizi e del personale assegnato a ciascuna circoscrizione e opererà nell’ambito delle direttive politiche impartite dagli organi della medesima Circoscrizione;

 

  • Avviare, per ciascuna Circoscrizione, un’attenta programmazione delle priorità di spesa e degli investimenti funzionali all’esercizio dei servizi propri e delegati, al fine di esercitare una reale autonomia finanziaria. Tale programmazione dovrà essere sviluppata attraverso la più ampia partecipazione dei cittadini residenti nel territorio circoscrizionale con l’utilizzo degli strumenti previsti dal nuovo Regolamento per il Decentramento. Si attuerà così il cosiddetto bilancio partecipativo.

 

  • Modificare lo Statuto del Comune di Palermo con l’inserimento di nuovi istituti di partecipazione e trasparenza (referendum propositivo e abrogativo, strumenti di pianificazione e progettazione partecipata etc.) e della disciplina dei beni comuni partendo dalla proposta di un NUOVO STATUTO COMUNALE denominata “Amministrare con i cittadini” redatta da numerose organizzazioni civiche di Palermo e sottoscritte da 1.500 cittadini.

 

  • Predisposizione di adeguati strumenti digitali (e non) utili al corretto funziona- mento delle Circoscrizioni e funzionali allo svolgimento dei servizi, all’informa- zione e partecipazione del cittadino (procedure e modulistica inerenti gli strumenti di partecipazione popolare e di democrazia diretta, petizioni on-line).

3.2 AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE E OPEN DATA

VALORI E OBIETTIVI

Innovazione, comunicazione e partecipazione sono le chiavi di volta perchè Palermo diventi una “smart city” o “città intelligente”.

Una città, cioè, in cui gli investimenti nelle infrastrutture di comunicazione tradizionali (trasporti) e moderne (TIC) attinenti al capitale umano e sociale, siano capaci di assicurare uno sviluppo economico sostenibile, un’alta qualità della vita e una gestione sapiente delle risorse naturali, attraverso l’impegno e l’azione partecipativa e interattiva di tutti i cittadini.

 

Ciò sarà possibile attraverso la realizzazione di pratiche di Open Government, ovvero di quel modello di Pubblica Amministrazione aperta e tecnologica che si fonda sui principi di trasparenza, partecipazione e collaborazione e sull’innovazione dell’Open Data.

In questo quadro la prima sfida sarà quella di rendere liberamente accessibili e fruibili i Dati Pubblici di cui il Comune è titolare, promuovendo progetti di elaborazione e diffusione de- gli stessi in grado di generare valore sociale ed economico su molteplici aspetti del vivere quotidiano.

 

Per formulare una proposta di obiettivi da raggiungere, riguardo la trasparenza dell’amministrazione comunale, è necessario confrontarsi con quello che viene prodotto in termini di informazioni in altre amministrazioni. Roma e Torino rappresentano, per l’organizzazione della sezione amministrazione trasparente, due buoni esempi su come le amministrazioni dovrebbero portare fuori il maggior numero di informazioni riguardanti la macchina amministrativa, mettendo il cittadino nelle condizioni di poter consultare documenti semplici, con informazioni chiare e intuitive, e dando l’opportunità ai tecnici e ai professionisti, di potere accedere a informazioni più dettagliate e specifiche.

SITUAZIONE ATTUALE

SUL TEMA INNOVAZIONE:

 

Nel 2013 l’Amministrazione Comunale di Palermo ha adottato, con Deliberazione n.252 del 13/12/2013, le “Linee Guida per le attività sugli Open Data della Città di Palermo” e ha avviato il progetto per la pubblicazione e la condivisione degli Open Data in possesso dell’Amministrazione Comunale.

Ad oggi, tuttavia, il sistema Open Data della città di Palermo presenta le seguenti problematiche:

 

  • Mancanza, nelle aree comunali, di Sistemi Applicativi Gestionali utili alla realizzazione di dataset in formato 4/5 stelle volti al riuso ad alta qualità;

 

  • Insoddisfacente grado complessivo delle Competenze Digitali di alcune aree comunali apicali;

 

  • Mancata digitalizzazione degli atti amministrativi comunali;

 

  • Insufficiente collaborazione della società in-house Sistema Palermo Informatica (SISPI) nel processo di sviluppo del progetto proposto dal Team Open Data: nonostante la riscontrata carenza della figura fondamentale dello Sviluppatore, non è intervenuta alla sua integrazione nell’organico del personale in termini di nuove assunzioni e formazione/aggiornamento degli sviluppatori già esistenti;

 

  • Organizzazione disomogenea nello scambio dei Dati all’interno delle aree comunali e delle società partecipate, oggi legata più all’impegno e all’attenzione personale di capi area e dipendenti coinvolti nel progetto Open Data che ad una strategia globale (l’attuale Amministrazione non ne coglie pienamente l’importanza);

 

  • Mancanza della chiara volontà politica di proporre ai dirigenti delle aree interessate la pianificazione di un ambizioso piano di performance con specifici obiettivi che favoriscano l’apertura e il rilascio dei Dati in maniera completa e circolare tra gli uffici.

 

 

SUL TEMA COMUNICAZIONE:

 

Il programma per la trasparenza e l’integrità e la Carta dei Servizi del Comune di Palermo, approvati dall’attuale amministrazione, necessitano di un aggiornamento con le più recenti normative e di maggiore attenzione in merito all’adeguamento degli strumenti tecnologici, al fine di garantire un’amministrazione più trasparente e la certezza dei tempi di risposta al cittadino.

 

Dall’analisi dello stato attuale, infatti, sono emerse le seguenti criticità:

 

  • Il Piano di Comunicazione del Comune si presenta non sempre efficace e coordinato nelle sue componenti.

 

  • Non tutti i canali social funzionano correttamente e sono aggiornati puntualmente.

 

  • Le piattaforme WEB 2.0 risultano poco strutturate e coordinate al fine di una positiva “interazione” con la cittadinanza.

 

  • Si registra la mancanza di un adeguato servizio di front-office con l’utente.
PROPOSTE DI BREVE PERIODO

PER L’AREA INNOVAZIONE E AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE

 

  • Monitorare lo stato attuale dei Sistemi di Digitalizzazione Comunale, della partecipata SISPI, del livello di Competenze Digitali dell’amministrazione e programmazione dei Piani di Performance delle aree inerenti l’Innovazione Tecnologica del Comune

 

  • Dare avvio ai contatti con il Dipartimento dell’Innovazione Industriale e Digitale (DIID) dell’Università di Palermo e le realtà del territorio interessate alle tematiche, al fine di piani care e programmare un’Agenda Digitale Cittadina

 

  • Programmare un calendario di incontri con l’Area di Innovazione Tecnologica e i responsabili Open Data, Area della Comunicazione istituzionale e l’Area della Partecipazione, al fine di creare le condizioni per pianificare degli obiettivi di breve-medio-lungo termine sui seguenti temi:

Piattaforme Digitali PON-Metro Palermo;

Agenda Digitale Italiana;

Piano di Comunicazione Istituzionale del Comune;

Amministrazione Trasparente;

Social Media e Social Web in uso del Comune

 

  • Approvare una mozione sul Software Libero in sede di Consiglio Comunale. La mozione impegna la Giunta alla verifica dei metodi, dei tempi e dei costi della migrazione degli applicativi e delle postazioni attualmente in uso al Software Libero; a iniziare la migrazione degli applicativi di proprietà del Comune, affin- ché siano facilmente accessibili; a farsi promotore dello scambio di applicativi software sviluppati per le amministrazioni di altri Comuni

 

  • Sintetizzare in un’unica pagina tutti i contenuti principali che l’amministrazione intende mettere a disposizione dell’utenza, con il macro settore in evidenza rispetto alle altre sezioni

 

  • Accompagnare il dato economico (es. gettoni di presenza dei Consiglieri Comunali) con quelle che sono le attività riguardanti il soggetto preso in considerazione

 

  • Restituire le informazioni riguardanti le varie sezioni in forme tabellari semplici e intuitive, con la possibilità di reperire informazioni più dettagliate delle voci di interesse

 

  • Utilizzare i formati più comuni per la restituzione dei dati

 

  • Qualora fosse necessario e per le sezioni che contengono il maggior numero di dati (es. Bandi di Gara e Contratti), prevedere la suddivisione di questi ultimi in base alla struttura che si è occupata della singola procedura

 

  • Prevedere per le informazioni più complesse come i bilanci, dei documenti di sintesi con grafici di facile intuizione per permettere la consultazione da parte degli utenti.

 

 

PER L’AREA COMUNICAZIONE:

 

  • Monitorare e redigere un report sulla situazione attuale dell’U cio Stampa, degli Uffici del Portavoce e dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP);

 

  • Analizzare delle criticità dei Social Media e delle Piattaforme WEB 2.0 del Comune di Palermo;

 

  • Aggiornare il Programma per la Trasparenza e l’integrità e Carta dei Servizi del Comune di Palermo;

 

  • Redigere i Piani di Performance dell’Area delle Relazioni Istituzionali Sviluppo e Innovazione, dell’Area degli Organi Istituzionali, dell’Ufficio Relazioni Con Il Pubblico (URP).
PROPOSTE DI MEDIO E LUNGO PERIODO
  • Strutturare una rete integrata di servizi on line liberamente accessibili e fruibili dai cittadini, al fine di facilitare il rapporto con la Pubblica Amministrazione e migliorare gli standard di efficienza ed economicità dei servizi erogati dal Comune;

 

  • Completare il percorso dell’implementazione dell’Agenda Digitale Italiana per ’ANPR, PagoPA, FatturaPA, Piattaforma IT Open Data, E-Procurement per gli acquisti elettronici, Security Digitale;

 

  • Trasformare la Tessera Sanitaria/Carta di identità Digitale in Carta dei Servizi della Città Metropolitana di Palermo al fine di certificare l’identità degli utenti e accedere ai servizi in sicurezza, anche in mobilità oppure utilizzando l’identità SPID;

 

  • Promuovere, d’intesa con la Regione Siciliana e i Comuni dell’Area Metropoli- tana, il completamento del Piano della Banda Larga e Ultra-larga sul territorio provinciale;

 

  • Uniformare compiutamente il sito del Comune di Palermo alle Linee Guida per il Design dei siti web;

 

  • Rendere la sezione amministrazione trasparente del Comune di Palermo uno strumento innovativo per conoscere, approfondire, giudicare l’operato dell’amministrazione. Fondamentale è la collaborazione tra le amministrazioni delle grandi città, attraverso un concorso di idee per rendere omogeneo l’ambiente di navigazione delle sezioni amministrazioni trasparenti dei comuni.

3.3 BILANCIO

VALORI E OBIETTIVI

Il bilancio di un ente locale è lo specchio dei suoi vizi e delle sue virtù. Il bilancio del Comune di Palermo restituisce l’immagine di una città bloccata, incapace di trovare soluzioni per un pieno sviluppo.

SITUAZIONE ATTUALE

(In questa parte del programma sono presenti numerose tabelle. Per una migliore visualizzazione, ti invitiamo a scaricare il programma completo a QUESTO LINK 

 

1. GLI ULTIMI 5 ANNI DI GESTIONE 

 

Nella tabella sotto riportata emerge l’andamento, negli ultimi cinque anni, dei principali aggregati sintetici dei conti (fonte bilancio consuntivo), da cui possiamo notare:

 

  • Un notevole incremento (formale) delle entrate dal 2011 al 2012;
  • Una continua e costante diminuzione delle entrate dal 2012 al 2015;
  • Le entrate del 2015 sono inferiori di circa 107 milioni di euro rispetto a quelle del 2011;
  • L’andamento delle uscite segue quello delle entrate;
  • Le uscite del 2015 sono inferiori di circa 67 milioni di euro rispetto a quelle del 2011.

 

Di seguito si riportano i numeri del Comune di Palermo:

 

(TABELLA 1)

 

Analizzando la composizione delle Entrate si può osservare che sono aumentate le entrate per imposte, tasse, tributi speciali.

A fronte della riduzione dei trasferimenti correnti dello Stato, sono aumentati i prestiti.

 

Nello specifico si nota che:

 

  • Le entrate tributarie (accertate) sono passate dai 255 milioni di euro del 2011

ai 463 milioni di euro del 2015 segnando un incremento dell’83%;

  • Le entrate (e ettive) del Comune di Palermo dal 2012 al 2016, dalla relazione di ne mandato del sindaco uscente, hanno subito un calo di quasi 300 milioni, pari al 25,62%, passando da un miliardo e 106 milioni circa del 2012 a poco piu’ di 822 milioni (822.604.568,98) del 2016. Allo stesso modo, le spese registrano una variazione, rispetto al primo anno di mandato, del -25,87%;
  • I contributi e i trasferimenti sono calati notevolmente passando da 559 milioni di euro del 2011 a 170 milioni di euro del 2015;
  • Negli anni, in modo massiccio nel triennio 2012-2014, sono stati accesi pre- stiti per un totale di circa 528 milioni di euro.

 

(TABELLA 2)

 

Guardando lo specifico del Titolo I “Entrate Tributarie”, pur tenendo conto del Fondo perequativo, emerge l’incremento di tutte le sue componenti:

 

1) Imposte;

2) Tasse;

3) Tributi speciali.

 

In particolare, dal 2011 al 2015, le entrate del titolo I “Tasse” sono aumentate, così come riportato nella tabella seguente. Le scelte compiute dall’attuale amministrazione comunale hanno avuto effetti di natura depressiva, in quanto è stata aumentata notevolmente la pressione fiscale su cittadini e imprese, contribuendo a scoraggiare consumi e iniziative imprenditoriali.

 

Siamo coscienti, vista la generale crisi che continua a interessare il nostro Paese, che la responsabilità di tale andamento non sia esclusivamente attribuibile all’attuale amministrazione, ma è fuor di dubbio che l’amministrazione della nostra città non abbia saputo interpretare, né attuare, le misure necessarie ad invertire il generale senso di marcia adottando soluzioni efficaci.

Al contrario, Palermo sta ancora scontando i gravi errori di gestione economica e finanziaria degli ultimi anni.

 

(TABELLA 3)

 

L’indebitamento globale è aumentato, passando dai 301 milioni di euro del 2011 ai 314 milioni di euro del 2015. Nello specifico si guardi la seguente tabella:

 

(TABELLA 4) 

 

 

2. I RILIEVI DELLA CORTE DEI CONTI

 

La Corte dei Conti con la deliberazione n. 5/2017/PRSP, relativa all’adunanza del 10 novembre 2016, notificata alla segreteria del Comune di Palermo il 10 gennaio 2017, ha effettuato un insieme di rilievi sul rendiconto del 2014 e sul bilancio di previsione del 2015 del Comune di Palermo.

Tali rilievi e criticità effettuati dalla Corte dei Conti destano preoccupazione, poiché restituiscono un quadro negativo dello stato amministrativo e contabile dell’amministrazione comunale.

 

In particolare, bisogna sottolineare i seguenti elementi:

 

  • Superamento del valore limite di 4 parametri di deficitarietà strutturale su 10 che denota l’aumento delle difficoltà di riscossione da parte dell’Ente e difficoltà, conseguenti, a far fronte al pagamento delle obbligazioni assunte:

 

Parametro 2: volume dei residui attivi di nuova formazione (per competenza) relativi ai titoli I (entrate correnti) e titolo III (entrate extratributarie) permane nel 2015.

Parametro 3: volume dei residui attivi di cui ai titoli I e III degli anni precedenti supera di oltre il 65% degli accertamenti delle entrate per i medesimi titoli, per- mane nel 2015.

Parametro 4: volumi dei residui passivi titolo I (spese correnti) superiore al 40% degli impegni del medesimo titolo.

Parametro 5: conseguentemente ai parametri detti i procedimenti di esecuzione forzata sono superiori al limite dell’0,5% delle spese correnti.

 

  • Criticità di cassa, dettate dalla bassissima capacità di riscossione delle entrate e dall’improprio utilizzo per cassa di fondi a destinazione vincolata

 

  • Anomala gestione dei residui attivi e passivi (crediti e debiti):

 

  • Anomala cancellazione dei residui passivi poiché non correlata alla medesima cancellazione dei residui attivi, sia nella misura che nella tipologia.

 

  • Elevati residui attivi dei titoli 2 (trasferimenti correnti) e 4 (entrate in conto capitale) con anzianità superiore ai 5 anni.

 

  • Anomalo divario tra residui attivi e passivi per i servizi c/terzi.

 

  • Bassissima capacità di riscossione delle entrate in conto residui che, nonostante la parziale cancellazione nel triennio 2013-2015, continuano a crescere. Tale situazione evidenzia l’inefficienza del sistema di riscossione.

 

  • Debiti fuori bilancio, pignoramenti, stima del contenzioso legale rappresentano una reale minaccia agli equilibri futuri di bilancio.

 

  • Posizioni non riconciliate con le partecipate

 

Da questi rilievi della Corte dei Conti emerge che, nel periodo analizzato, l’equilibrio finanziario di questi esercizi si fonda in larga parte sui crediti (non riscossi) e sui debiti (non pagati) rispetto ai flussi effettivi di riscossioni e pagamenti.

 

A peggiorare il quadro descritto si aggiungono i contenziosi, ed in particolare quelli con la Curatela Amia in fallimento, che ammontano a circa 90 milioni di euro. Inoltre, aggiungendo anche il solo contenzioso Gesip, le somme accantonate nell’apposito fondo potrebbero risultare insufficienti alla copertura dell’eventuale perdita dei contenziosi.

 

Infine, l’improprio utilizzo per cassa di fondi a destinazione vincolata per le finalità di cui all’art. 195 Tuel, puntualmente non ricostituiti al 31.12 e per un importo costante nell’ultimo triennio (da 136 milioni di euro a oltre 153 milioni di euro).

 

 

3. IL QUADRO ATTUALE

 

Dopo oltre 10 anni, l’attuale amministrazione ha utilizzato l’anticipazione di cassa. Si deve registrare che è stata deliberata l’autorizzazione ad utilizzare anticipazione di cassa fino ad un tetto massimo di 303 milioni.

Tra l’altro, il mancato reintegro anche di una piccola percentuale di tale anticipazione entro la fine dell’anno determinerebbe il superamento di un altro parametro di deficitarietà strutturale.

Effettuando un confronto tra gli ultimi tre anni si mettono in rilievo dei dati che richiedono un maggiore approfondimento.

 

Con riferimento alle entrate:

 

(TABELLA 5)

 

Con riferimento alle spese:

 

(TABELLA 6)

 

Abbiamo, infine, ritenuto interessante confrontare i dati del 2016 con quelli del Comune di Genova (scelto in quanto analogo al comune di Palermo per popolazione, superficie e dati aggregati di bilancio), le differenze più significative, tra le entrate, sono le seguenti:

 

(TABELLA 7)

 

Tra le spese:

 

(TABELLA 8)

PROPOSTE DI BREVE PERIODO

SOLUZIONE DEI PROBLEMI DEI RESIDUI, DELLE SOMME VINCOLATE E DELLE ANTICIPAZIONI DI CASSA.

Considerato il fenomeno di crescita patologica dei residui, andrà attivato un costante monitoraggio degli incassi dei residui attivi, avviando le dovute procedure di recupero per liberare le risorse necessarie per investimenti e sviluppo. Si dovrà procedere ad un’attenta analisi delle somme a finalità vincolata al fine di ripristinare il loro corretto utilizzo. Nell’ipotesi in cui la nuova amministrazione si troverà esposta per l’utilizzo dell’anticipazione di cassa si dovrà intervenire affinché entro la fine dell’anno si rientri dalla suddetta esposizione.

PROPOSTE DI MEDIO E LUNGO PERIODO
  • PROGRAMMAZIONE ATTENTA E COERENTE. Migliorare l’azione amministrativa del Comune impegnata nella programmazione attraverso l’individuazione e formazione di tecnici contabili per ogni Area. Questo consentirebbe di realizzare una programmazione fattiva in linea con la politica strategica dell’amministrazione e limiterebbe il sorgere dei debiti fuori bilancio.

 

  • AMMINISTRAZIONE EFFICIENTE. E’ fondamentale migliorare il funzionamento della macchina comunale, in termini di efficacia, efficienza e qualità dei servizi, attraverso una revisione dei processi amministrativi e la riorganizzazione degli uffici. Occorre pertanto adottare un nuovo modello organizzativo fondato su logiche di efficienza e valorizzazione del personale. A tal fine è necessario procedere alle seguenti attività:

 

– Mappatura delle competenze del personale, attraverso la quale realizzare una riqualificazione dei “profili” coinvolti nella riorganizzazione;

– Analisi e valutazione delle posizioni organizzative, per l’attuazione di un sistema di incentivazione del personale basato sul riconoscimento e valorizzazione del personale;

– Mappatura dei processi amministrativi che consenta, a partire dalla rilevazione e analisi dei processi di ogni Area, di rilevare i ruoli coinvolti, le reali attività svolte e le criticità;

– Reingegnerizzazione dei processi amministrativi, ridefinendo i processi in un’ottica di semplificazione e miglioramento delle performance degli stessi.

 

  • CENSIMENTO IMMOBILIARE. Si dovrebbe condurre un puntuale censimento di tutte le proprietà immobiliari e mobiliari del Comune di Palermo al fine di valorizzare il patrimonio esistente. La diretta e reale conoscenza dello stato delle immobilizzazioni avrebbe un impatto significativo sul bilancio e potrebbe influenzare positivamente le scelte politiche di rilevanza strategica per l’economia del Comune.

 

  • GESTIONE EFFICIENTE DELL’AVVOCATURA COMUNALE.  Consentirebbe di raggiungere un duplice beneficio:

– Ridurre gli oneri derivanti da sentenze sfavorevoli, monitorando i contenziosi favorendo il ricorso a procedure stragiudiziali. Gli oneri da sentenze sfavorevoli pagati nell’ultimo triennio sono stati pari a circa 28 milioni di euro;

– Ridurre il problema dei debiti fuori bilancio con un attento monitoraggio dei contenziosi.

3.4 BENI COMUNI URBANI

VALORI E OBIETTIVI

Art. 118 Costituzione: “Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. […] Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”.

 

La riforma del Titolo V della Costituzione riconosce un nuovo ruolo all’azione dei singoli cittadini nella gestione della cosa pubblica aprendo possibilità, fino a prima del 2001 inedite, di interazione tra soggetto pubblico e soggetto privato.

 

A partire da quanto elaborato dal Laboratorio per la sussidiarietà LABSUS, il programma sui Beni Comuni della futura Amministrazione 5 Stelle aderisce alla loro interpretazione del principio di sussidiarietà quale piattaforma su cui costruire una nuova alleanza tra amministrazione e cittadini attivi, per la cura responsabile e solidale dei beni comuni.

 

I beni comuni urbani rappresentano, all’interno del nostro programma, i luoghi dai quali ripartire per la gestione democratica della città e attraverso cui rilanciare lo sviluppo etico e sostenibile di Palermo. Il patrimonio comunale, nelle sue differenti forme, costituisce un insieme di beni che ci appartengono e che per troppo tempo sono stati utilizzati in modo privatistico e non in forma di proprietà collettiva. Le politiche di gestione del patrimonio pubblico sono state tradizionalmente legate al valore economico e patrimoniale dei beni pubblici, la nostra proposta sui beni comuni invece si fonda sul valore d’uso delle proprietà pubbliche. Il Comune di Palermo possiede un patrimonio di circa 10.500 beni fra scuole, impianti sportivi, aree verdi, giardini, terreni, appartamenti e beni storico-monumentali. Beni spesso abbandonati per mancanza di risorse economiche da destinare al recupero o svenduti, per fare cassa, attraverso le politiche di cartolarizzazione e valorizzazione del patrimonio.

 

Per attivare un nuovo modello di governance urbana, approveremo un REGOLAMENTO SULLA COLLABORAZIONE TRA CITTADINI E AMMINISTRAZIONE PER LA CURA, LA VALORIZZAZIONE E LA RIGENERAZIONE DEI BENI COMUNI URBANI. Non si tratta di utopie, ma di un modello innovativo di gestione del patrimonio comunale già avviato da diversi anni non solo a Bologna e a Napoli, ma anche in altre cento realtà italiane. La redazione e approvazione di questo regolamento è l’atto fondamentale per garantire efficacia e legittimità a quelli che chiameremo PATTI DI COLLABORAZIONE: atti amministrativi di natura non autoritativa, estremamente duttili e variabili nel tempo, nell’oggetto, nei ruoli e nelle responsabilità sia dell’amministrazione che dei cittadini. Il nostro obiettivo è mettere a disposizione il patrimonio comunale residenziale e non, i nostri BENI COMUNI URBANI, per soddisfare le esigenze sociali e costruire una base produttiva diffusa in grado di generare una nuova e solida base economica.

 

Non vogliamo perpetrare il solito modello di partnership pubblico-privato che negli ultimi venti anni ha venduto parti consistenti del nostro patrimonio e della nostra città. I patti di collaborazione saranno accordi tra l’amministrazione e i cittadini (in tutte le loro forme siano esse associazioni, singoli cittadini, gruppi informali, etc. ) per la gestione condivisa del PATRIMONIO PUBBLICO INUTILIZZATO O ABBANDONATO dove l’amministrazione si fa garante del preminente interesse collettivo che può derivare dalla concessione del bene.

 

Attraverso questi patti potremmo concedere, ad esempio ai cittadini, le palestre delle scuole per organizzare attività sportive pomeridiane per ragazzi e adolescenti vulnerabili o attività culturali; daremo spazi ad associazioni che operano con fatica e senza alcun aiuto pubblico nell’area del disagio sociale, potremo trasformare il nostro patrimonio di archeologia industriale in hub produttivi dove inserire una serie di attività commerciali e artigianali, potremo recuperare il patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica da destinare all’autorecupero, potremo valorizzare le nostre aree agricole intercluse per attivare produzioni agricole di qualità a filiera corta. La gestione condivisa che noi proponiamo avrà effetti benefici in termini di riqualificazione, attivazione di nuove economie e posti di lavoro, empowerment e democratizzazione della sfera pubblica.

 

Di sicuro non mancano a questa città le progettualità, quelle che non si sono mai create sono le opportunità e gli spazi di attivazione di queste progettualità. I Patti di Collaborazione sono strumenti estremamente flessibili e non delegano i cittadini a svolgere funzioni pubbliche, ma condividono con loro la gestione. Il tutto avverrà attraverso procedure tra- sparenti e inclusive. Dalla cura del nostro patrimonio dipenderà la qualità della nostra vita. A dimostrazione dell’importanza che diamo al progetto, sarà istituito un assessorato ai beni comuni.

 

Il regolamento sui beni comuni urbani si pone come obiettivi generali:

 

  • Innovare le pratiche amministrative di gestione del patrimonio pubblico creando uno spazio di collaborazione e gestione condivisa tra i Cittadini e il Comune di Palermo per il recupero e la cura dei Beni Comuni Urbani.

 

  • Responsabilizzare e attivare i cittadini su temi e problemi di interesse collettivo da affrontare “con”, e non “per conto della” Amministrazione.

 

  • Recuperare e riqualificare il patrimonio pubblico abbandonato o non utilizzato sottraendolo alle politiche di cartolarizzazione e valorizzazione che si traduco- no in una progressiva riduzione dei “beni comuni”, proprietà della collettività.

 

  • Migliorare la qualità dei servizi e contribuire allo sviluppo locale della città in- nescando processi sociali di natura anche economica.
SITUAZIONE ATTUALE

Allo stato attuale, il Comune non possiede un regolamento sui beni comuni urbani e la gestione del patrimonio pubblico, nelle sue diverse accezioni, è demandato ai seguenti tre regolamenti:

 

1) Regolamento relativo alla gestione ed alienazione dei beni immobili di proprietà comunale nonché alla locazione ed acquisto immobili di proprietà privata

2) Regolamento per la destinazione e l’utilizzo di beni confiscati alla Criminalità Organizzata di proprietà del Comune di Palermo

3) Regolamento del verde pubblico e privato della Città di Palermo.

 

I tre suddetti strumenti si basano su una impostazione ideologica/valoriale che si basa fondamentalmente su due principi.

Il primo relativo alla proprietà pubblica del bene in contrapposizione alla proprietà privata (dove la natura pubblica del bene si esaurisce nell’essere proprietà dell’Amministrazione Comunale)

Il secondo relativo al valore economico-patrimoniale in termini di redditività per le casse comunali.

 

Tali presupposti si riflettono sulla prassi amministrativa di gestione di tale patrimonio pubblico che viene messo al servizio dei cittadini solo in termini di concessione, locazione e, in extrema ratio, vendita. Non presuppone infatti la collaborazione reciproca tra amministrazione comunale e cittadini, se non in termini di delega di alcune azioni di manutenzione ordinaria e straordinaria del bene a carico del soggetto assegnatario o all’erogazione di un servizio per la collettività da parte del soggetto concessionario del bene.

 

L’elaborazione di un regolamento per i beni Comuni urbani sovverte tale logica, rendendo prevalente il valore d’uso del bene rispetto al suo valore economico e riformulando, de facto, i procedimenti di assegnazione, costruiti attorno all’offerta economica, e che implicano un coinvolgimento marginale – e per molti aspetti passivo – dei soggetti “non istituzionali” nel ciclo decisione-assegnazione-gestione.

PROPOSTE DI BREVE PERIODO

Al fine di avviare, e rendere immediatamente operativi ed eseguibili i Patti di Collaborazione, la futura Amministrazione 5 Stelle procederà in linea prioritaria a:

 

  • Costruire un “Atlante dell’Abbandono del patrimonio pubblico della Città di Palermo”. Attraverso un coinvolgimento dei soggetti preposti che operano sul territorio (Università, Agenzia del Territorio e Regione), si procederà in una prima fase alla costruzione di un database georiferito del patrimonio comunale inutilizzato al fine di programmare gli interventi di riuso e per definire tempi e priorità per l’avvio dei Patti di Collaborazione sui singoli beni. Si tratta di un lavoro di conoscenza propedeutico, e al tempo stesso fondamentale, per avviare e mettere a regime l’utilizzo dei beni comuni urbani. L’Atlante dell’Abbandono si configurerà, al tempo stesso, come un archivio di consultazione multimediale e un mezzo per consentire la partecipazione attiva dei cittadini e l’interazione tra Amministrazione e soggetti non istituzionali. La banca dati informativa e descrittiva conterrà infatti tutte le informazioni sul bene (tipologia di bene, descrizione, dati catastali, destinazione d’uso, stato di conservazione, superfici, consistenza, documentazione fotografica, etc.).

 

  • Approvazione del nuovo Regolamento sulla Collaborazione tra Cittadini e Amministrazione per la Cura, la Valorizzazione e la Rigenerazione dei Beni Comuni Urbani quale strumento essenziale per inquadrare giuridicamente, e dare legittimità, ai Patti di Collaborazione stabilendo i ruoli e le reciproche responsabilità tra cittadini attivi e Amministrazione nella gestione dei Beni Comuni Urbani.

 

  • Creazione e lancio del sito web “Palermo inComune” ispirato a “Iperbole” del Comune di Bologna, uno spazio on-line dove viene promossa la collaborazione e la cura dei beni comuni e la partecipazione alla vita pubblica. Attraverso il sito, i cittadini con medesimi interessi avranno l’opportunità di aggregarsi, condividere interessi ed esperienze, individuare un bene (grazie alla pubblicazione della lista dei beni comuni) e condividere e proporre progetti.

 

  • Avvio del primo Patto di Collaborazione per la gestione di un bene comune urbano.
PROPOSTE DI MEDIO E LUNGO PERIODO

Avviate le operazioni propedeutiche per l’avvio della gestione condivisa dei Beni Comuni urbani si procederà a:

 

  • Implementare, in accordo con i soggetti territoriali coinvolti, l’“Atlante dell’Abbandono del patrimonio pubblico della Città di Palermo” con i beni inutilizzati di proprietà della Regione e di altri Enti Istituzionali ( ad es. Patrimonio Militare dismesso, patrimonio delle Curia etc.) al fine di avviare il riuso di quanto più patrimonio inutilizzato possibile in una logica di azzeramento dello spreco immobiliare che caratterizza i contesti urbani contemporanei.

 

  • Implementare i PATTI DI COLLABORAZIONE avviando attività di divulgazione e informazione sul nuovo regolamento sui Beni Comuni Urbani.

 

  • Avviare progetti di formazione, attraverso associazioni di categoria, terzo settore ed enti di ricerca, sulle attività economiche attivabili sui Beni Comuni Urbani.

 

  • Revisione, ed eventuale annullamento, del Piano di Alienazione e Valorizzazione del Patrimonio Immobiliare del Comune di Palermo varato dall’Amministrazione uscente.

 

  • Intercettare, attraverso l’istituendo Ufficio Europa, i finanziamenti regionali ed europei a servizio dei Patti di Collaborazione.

3.5 SICUREZZA URBANA

VALORI E OBIETTIVI

La sicurezza, e la sua percezione, sono beni preziosi che influiscono sulla qualità della vita dei cittadini. È preciso dovere della Pubblica Amministrazione, a tutti i livelli, privilegiare la prevenzione, piuttosto che la repressione.

 

La sicurezza non deve puntare ad allontanare i cittadini gli uni dagli altri, ma creare spazi condivisi in cui sia garantita la tranquillità di tutti. Un vivere insieme più tranquilli, ma anche più liberi dalle preoccupazioni di cadere vittima di reati, di qualsiasi tipo.

 

L’attenzione alle fasce più deboli della popolazione, anziani, bambini e donne. All’interno di questo progetto sulla sicurezza, assume rilievo la parte relativa alla promozione della legalità. Legalità dovrà essere spiegata, mostrata e, soprattutto, messa in pratica da coloro che gestiscono la cosa pubblica.

 

Obiettivi generali sono:

 

  • Una maggiore sicurezza sul territorio, tutela del decoro urbano e maggiore sicurezza stradale;

 

  • Garantire un più efficiente ed efficace controllo del territorio, attraverso un approccio integrato che renda partecipi ed attivi tutti gli organi territoriali, e non solo quelli delle forze dell’ordine, per il mantenimento della sicurezza e del decoro urbano;

 

  • Garantire una attiva e fattiva collaborazione dei cittadini. Ogni cittadino deve divenire “il buon custode” e un “attento osservatore” di tutto ciò che lo riguarda e riguarda il territorio in cui vive ed opera.
PROPOSTE

1) Creazione degli Osservatori Municipali per la Sicurezza e Legalità in 6 aree geografiche corrispondenti ai commissariati: Brancaccio; Oreto-Stazione; Porta Nuova; Zisa; Politeama e Libertà; San Lorenzo e Mondello.

 

Gli Osservatori Municipali, che saranno previsti uno in ciascuna delle zone sopradette, sa- ranno presieduti e coordinati da dirigenti della carriera prefettizia e composti: dai presi- denti o da rappresentanti di ciascuna Circoscrizione che ricade (totalmente o parzialmente) all’interno dell’area individuata, dai dirigenti del Commissariato cui è affidato il compito di coordinare lo sviluppo tecnico-operativo, dai comandanti delle stazioni dell’Arma dei Carabinieri che ricadono nel territorio, da un rappresentante del Sindaco e da uno della Guardia di Finanza, e dai comandanti di Polizia Locale o da un loro rappresentante. E, qualora vi fosse necessità per la discussione e la risoluzione di un determinato problema, da qualsiasi altra componente della società civile dislocata nel territorio.

La nascita dei nuovi Osservatori permetterà la riproduzione, in scala locale, del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza. Si avrà un filo di accesso diretto con le singole circo- scrizioni, e gli Osservatori tenderanno a valorizzare, proprio grazie alla loro diffusione sul territorio, l’ascolto delle istanze provenienti dalle comunità di quartiere e realizzare la c.d. Mappatura dei rischi. Il compito degli osservatori sarà quello di evidenziare le criticità più importanti, studiarle in maniera più dettagliata e portarle all’attenzione del Comitato pro- vinciale di Ordine e sicurezza Pubblico, che potrà valutare strategie integrative o di più am- pio respiro, e suggerire azioni tra i vari soggetti coinvolti per rispondere alle esigenze locali.

 

2) Promozione dei così detti patti per la sicurezza urbana con i seguenti obiettivi:

 

  1. Prevenzione dei fenomeni di criminalita’ diffusa e predatoria, attraverso servizi e interventi di prossimità, in particolare a vantaggio delle zone mag- giormente interessate da fenomeni di degrado;
  2. Promozione del rispetto della legalità e la prevenzione di altri fenomeni che comunque comportino turbativa del libero utilizzo degli spazi pubblici;
  3. Promozione del rispetto del decoro urbano, anche valorizzando forme di collaborazione inter-istituzionale tra le amministrazioni competenti, finalizzate a coadiuvare l’ente locale nell’individuazione di aree urbane su cui insistono musei, aree e parchi archeologici, complessi monumentali o altri istituti e luoghi della cultura interessati da consistenti flussi turistici, ovvero adibite a verde pubblico (v. il d.l. n. 14 del 20 febbraio 2017 recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città”).

 

3) Riorganizzazione del Corpo della Polizia Municipale.

 

Una risistemazione strutturale che tenda a razionalizzare le risorse, migliorare l’efficienza e ad eliminare duplicazioni di strutture e frammentazione di competenze. Si rende neces- sario, quindi, rivedere funzioni e distribuzione territoriale in una rinnovata organizzazione che consenta di rendere la polizia municipale uno strumento importante per la tutela del cittadino e del territorio.

 

  • Aumentare il personale per strada: mettere quanto più personale possibile nei servizi di controllo del territorio; questo può essere realizzato a costo zero attraverso lo spostamento di lavoratori amministrativi del comune di Palermo all’interno del corpo di Polizia Municipale. Per far funzionare questo meccani- smo si dovrà riattivare la formazione del personale sia nuovo che vecchio in servizio esterno.

 

  • Il territorio, i responsabili d’area e il coordinatore dei responsabili: Suddividere l’intero territorio comunale in 6 Aree, riconducibili a quello degli osservatori Municipali, e assegnare ad ogni Area un Responsabile per ogni turno di servizio.Il fulcro di tutta l’organizzazione del servizio è il Coordinatore dei Responsabili, che durante il proprio turno di servizio ha competenza su tutto il territorio comunale. Supervisiona l’uscita delle pattuglie ed il regolare dispiegamento della forza sul territorio, la così detta Polizia municipale di prossimità.

 

  • Nuovi vigili: si dovrà realizzare un concorso per aumentare le risorse umane del corpo di P.M., atteso l’attuale età media di 54 anni. Nei prossimi 5 anni andranno in pensione circa 350 operatori.

 

  • Formazione: si proporrà alla regione un protocollo di intesa per la formazione e l’aggiornamento della Polizia Locale di Palermo, con l’entrata in vigore del nuovo decreto sulla sicurezza urbana (il decreto legge 20 febbraio 2017, n. 14 recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città).

 

  • Razionalizzazione e potenziamento dei nuclei operativi esistenti: molti nuclei or- mai non riescono a fare più le attività per le quali sono nati stante la mole di lavoro di altro tipo cui sono sottoposti e la carenza di personale. Per il finanziamento del Corpo si dovrà fare leva anche sulle risorse di cui all’art. 208 CdS

 

  • Creazione di un sistema di sorveglianza integrata: messa in rete di tutto il sistema di sorveglianza urbano, ossia quello delle forze di Polizia con quelle del Comune, e una mappatura di tutto il sistema diffuso. Attualmente è prevista la preparazione di un sistema integrato di questo tipo gestito dalla Polizia, ma ancora non funzionante.

 

  • Collaborazione con enti o associazioni: Tra i compiti che deve avviare il comune vi sarà quello di siglare protocolli di intesa con varie associazioni sul territorio (ANPS, associazione carabinieri, Rangers e altri). Con costi minimi che prevedano, eventualmente, un mini rimborso spese per presidiamento-pattugliamento zone parchi e scuole e altri obiettivi sensibili della città, specialmente frequentati da giovani. SI avrebbe così la presenza di “sentinelle del territorio”, che potrebbero scoraggiare con la loro sola presenza eventuali comportamenti illeciti, e segnalare anomalie specialmente in vicinanza di obiettivi sensibili alla presenza di bambini o giovani.

 

4) Sicurezza Stradale.

 

La perdita di numerose vite umane nel territorio della città di Palermo, soprattutto negli ultimi anni, è un dato triste. Ci sono circa 45/50 morti all’anno a Palermo a causa degli incidenti stradali e circa 3.000/3.500 feriti.

 

Nuovo piano di intervento:

 

  • Mappatura degli incidenti a Palermo. Attraverso gli open data, un protocollo di intesa con le altre forze dell’ordine e le segnalazioni degli utenti si potrà creare questa mappa che ci indicherà, oltre al numero di incidenti, anche la tipologia e i danni che questi causano. Questo darà la possibilità di intervenire in maniera mirata sui luoghi maggiormente a rischio.

 

  • Migliorare la segnaletica stradale. La corretta esposizione della cartellonistica stradale è fondamentale per il rispetto del Codice della strada ed assicurare una maggiore sicurezza stradale. Verranno rimossi quindi tutti gli ostacoli che rendono la segnaletica poco visibile (rami di alberi, cartelli pubblicitari).

 

  • Per ridurre incidenti stradali causati dall’alta velocità, si impiegheranno dei sistemi integrati che prevederanno autovelox, rotatorie, dissuasori stradali e semafori pedonali.

 

  • Montaggio di semafori pedonali oppure di sistemi di illuminazione degli attraversamenti pedonali che sono già stati sperimentati con buon successo in al- tre città d’Italia. Gli interventi saranno realizzati in prossimità degli attraversamenti pedonali più pericolosi, e onde preservare la sicurezza stradale dei pedoni stessi.

 

5) Piano comunale per l’affermazione della cultura della legalità e della sicurezza stradale.

 

Bisogna investire con continuità sulle giovani generazioni per affermare il principio condiviso del rispetto dei beni pubblici. occorre infatti colmare la deformazione culturale che determina il disprezzo e l’incuria dei luoghi pubblici e, al tempo stesso, promuovere azioni che migliorino il decoro urbano, la vivibilità degli spazi comuni, il benessere di tutti i cittadini.

 

6) Sicurezza partecipata: il sistema di rilevamento dei fenomeni del degrado urbano (Ril. Fe.De.Ur.).

 

Si tratta di un progetto che è stato già utilizzato in Emilia, che consiste in un sistema di rilevazione, raccolta, classificazione, geo-referenziazione e gestione delle segnalazioni sul degrado urbano fatte direttamente dai cittadini, ai quali è data la possibilità di utilizzare a tale fine tutti i canali disponibili (telefono, lettera, e-mail, sito web dell’ente, app, segnalazione diretta, etc.). Dal punto di vista delle strategie di prevenzione, Rilfedeur permette di generare “mappe del rischio” e “mappe del degrado” concretamente utilizzabili per pianificare interventi sul territorio. Si può pensare di sviluppare una app da rendere disponibile tanto alle forze dell’ordine, in base appunto alla geolocalizzazione dei crimini, quanto agli utenti finali.

 

7) Misure di contrasto allo sfruttamento della prostituzione.

 

Si organizzeranno dei servizi interforze che puntino a scoraggiare i clienti delle prostitute attraverso l’applicazione delle sanzioni previste dal Codice della Strada.

 

8) Comunicare ai cittadini il Piano di protezione civile per vivere in sicurezza.

 

L’informazione alla popolazione è una delle questioni centrali di un moderno sistema di protezione civile. La possibilità di conoscere i rischi del territorio in cui si vive, di sapere qual è il livello di al- lerta in corso e di poter imparare i comportamenti corretti da adottare in caso di emergenza, sono esigenze fondamentali per garantire la sicurezza della cittadinanza. Soprattutto se si considera che gli eventi atmosferici estremi sono sempre più frequenti ed il territorio presenta crescenti fragilità dovute, da una parte alla continua ed incessante antropizzazione ed urbanizzazione delle aree di pianura, dall’altra all’abbandono delle zone montane e d’alta collina, una volta presidi fondamentali per la sicurezza del fondo valle. Per affrontare in maniera ottimale un’emergenza occorre sapere imparare rapidamente. Per imparare rapidamente, nel corso di un’emergenza, è necessario aver già imparato prima.