5. Dove andremo - ForelloSindaco.it
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5. Dove andremo

Dobbiamo tornare a credere e progettare il futuro!

Senza cultura e la relativa libertà che ne deriva, la società, anche se fosse perfetta, sarebbe una giungla. Ecco perché ogni autentica creazione è in realtà un regalo per il futuro (Albert Camus)

La rivoluzione culturale di cui abbiamo bisogno passa dall’educazione dello sguardo sulla città, dall’emersione di una nuova, diffusa consapevolezza: è la storia, il paesaggio, il patrimonio artistico e monumentale che ci rendono parte di una grande Nazione, la quinta città d’Italia. Passeggiare per le strade di Palermo significa entrare materialmente nel fluire della storia; poter correre nei nostri parchi, nuotare nel nostro mare, pedalare lungo la costa, vuol dire anche vivere bene in una città euromediterranea. Guardiamo a una Palermo in cui riannodare lo spazio urbano e i diritti, l’inclusione sociale e la mobilità, a una città policentrica, multifunzionale, dove la solidarietà e l’intraprendenza si materializzano nei piccoli interventi nei quartieri e nelle grandi infrastrutture. Ambiamo ad una città operosa, vitale. Vogliamo dare strade alle persone. Deve essere questo l’orizzonte di Palermo.

5.1 Cultura

5.2 Educazione

5.3 Sport

5.4 Politiche Urbane e Diritto alla Città

5.5 Mobilità

5.1 CULTURA

VALORI E OBIETTIVI

Le riflessioni sull’impostazione della vita culturale di Palermo prendono l’avvio dal fondamentale cambio di prospettiva che la Convenzione Faro del 2005 ha segnato rispetto al ruolo che il patrimonio culturale deve possedere nella definizione di nuovi modelli di società: il passaggio dal diritto dei beni culturali al diritto ai beni culturali.

 

“Saper parlare la lingua dell’arte vuol dire frequentare una palestra di cittadinanza consape- vole, di partecipazione alla vita democratica. É uno dei pochi luoghi in cui invece di diventare clienti o consumatori, si rischia ancora di diventare cittadini”.

Il nostro patrimonio culturale è fatto di spazi pubblici: non è la somma dei capolavori appesi ai muri, ma la cornice, in cui da sempre si svolge la vita pubblica. Passeggiare in una piazza, entrare in una chiesa camminando letteralmente sui nostri progenitori che vi sono sepolti, vuol dire entrare materialmente nel fluire della storia. La Costituzione usa la parola “Nazione” nei principi fondamentali solo associandola al patrimonio culturale. Adottare un monumento vuol dire adottare la propria identità nazionale, intendendola come rivolta al futuro e non verso il passato, dunque aperta e inclusiva dei nuovi italiani che arrivano sui barconi e non come un’ascia identitaria da usare contro chi bussa alle nostre porte.

“Il patrimonio artistico è nostro in quanto siamo cittadini, cioè membri consapevoli e attivi di un popolo sovrano, ma d’altra parte sono questi monumenti, questi concentrati potentissimi di memoria e di identità, ad averci fatti cittadini, cioè ad averci edificati nella storia come comunità civile” (Tomaso Montanari).

 

Riappropriarsi e riconoscersi nella propria storia secolare è una grande opportunità per trarre spunti nuovi da impiegare seguendo le esigenze attuali, necessarie per comprende- re complessivamente i differenti aspetti che convergono e dipartono dal termine Cultura.

Un concetto che permette di rendere più elastico e meno statico l’attuale aspetto cultura- le, che abbia il dovere e l’obiettivo principale di coinvolgere l’intera cittadinanza facendola sentire parte integrante di luoghi e vicende storiche.

La cultura si pone al centro di un processo di rinascita globale che ha come obiettivo la realizzazione di una città vivibile e civile. La valorizzazione delle potenzialità palermitane nell’arte performante (teatro, musica, danza, eventi) si a anca all’enorme patrimonio storico, archi- tettonico, turistico, etnoantropologico e naturale che la città già possiede.

SITUAZIONE ATTUALE

Non dobbiamo inventare niente: la città possiede tutte le ricchezze necessarie e più di quanto siamo oggi in grado di apprezzare: dalle spiagge alle riserve naturali, dalle architetture ai monumenti, dalla pittura alla scultura, dall’archeologia al modernismo, dal cibo al vino, dalle tradizioni alla scienza, dai parchi ai giardini storici, dalla storia al cinema, al teatro, alla musica.

Dobbiamo preoccuparci di ri-conoscerle, riorganizzarle, metterle in rete e a disposizione, abbandonando l’idea statica di museo dove si racconta per successione di “beni” esposti e trasformare la città in una esperienza culturale che arricchisca chiunque ne sia parte.

È necessario implementare e re-inventare il concetto di fruibilità degli stessi beni culturali. Attualmente, malgrado i riconoscimenti come il Circuito Arabo-Normanno dell’Unesco, la nomina di Palermo Capitale della Cultura 2018 e l’organizzazione di un evento internazionale come la XII edizione di Manifesta, sono evidenti le lacune e la mancanza effettiva di rendere i luoghi culturali veri e propri punti d’incontro per la nostra comunità.

Gli ostacoli, inoltre, che non permettono ai cittadini di usufruire di spazi e aree pubbliche sono altrettanto visibili, molte aree e strutture spesso vengono lasciate in abbandono, senza rendere effettivi gli interventi di restauro, manutenzione e cura indispensabili per ricreare quel tessuto culturale e secolare del nostro territorio.

Rivedere la cultura come bene primario aggregativo e non esclusivo di una sparuta élite, fondamentale per alimentare una presa di coscienza e una sensibilità che permettano di sentire propria la bellezza e il patrimonio artistico di Palermo, distaccandosi da una vacua idea di musealizzazione o di mera economia turistica, per iniziare un processo di recupero, un nuovo dialogo in cui la città e i propri abitanti siano in grado di servire entrambi ad una visione multiculturale portatrice della conoscenza secolare con la ricchezza di potere migliorare ulteriormente nel futuro.

PROPOSTE DI BREVE PERIODO

La modalità nuova di partecipazione alla vita culturale della città, estesa e proposta a chi alla città si accosta con curiosità e interesse, vuole innanzi tutto definire una nuova consapevolezza di chi siamo e cosa abbiamo a disposizione per potere costruire il nostro benessere, perché obiettivo ultimo del programma culturale che stiamo costruendo è la felicità che viene dalla bellezza. La bellezza la dobbiamo recuperare, la felicità la dobbiamo costruire.

Il metodo di lavoro ha previsto una fase preliminare di analisi dei Beni Culturali, con parti- colare attenzione a quelli di proprietà comunale. Dalla comparazione dei dati raccolti sono state individuate criticità e punti di forza ed elaborate di conseguenza le proposte specifiche:

 

  • Pianificazione complessiva e unitaria nella gestione e promozione dei musei e degli spazi espositivi di competenza comunale e creazione di sinergie col patrimonio storico-culturale di competenza regionale

 

  • Sinergie con l’Università

Avvio di un processo di sinergie tra Università e Comune, attraverso l’elaborazione condivisa di un programma di eventi, che abbiano il fine di formare ed educare alle arti, in modo accessibile, anche i residenti delle realtà più emarginate invertendo il flusso di audience e portando gli eventi nelle periferie.

 

  • Spazi occupati come bene comune

Una visione futuristica deve porre in atto soluzioni, fino a questo momento non tenute in considerazione. Osservando tutte le realtà che compongono la nostra città è evidente come molti quartieri siano del tutto privi di un luogo comune dove trovare e scoprire la propria coscienza di abitanti e cittadini. Analizzare oculatamente il territorio in tutti i suoi aspetti, individuando un bene culturale oppure un’area da recuperare e da restituire alla collettività, non è solo un progetto ma una chiave nuova per rendere la vivibilità partecipativa e inclusiva. Ogni contesto urbano rivela e pone in evidenza frammenti storici molto più ampi, rispetto al di per sé conclamato e indubbio patrimonio del centro storico. Lì dove, non sia possibile individuare un elemento consono alla realizzazione è opportuno optare per gli spazi comunali occupati come “bene comune”, nonché come spazi percepiti dalla cittadinanza quali ambienti di sviluppo civico. Si tratta di immobili pubblici che da anni si trovavano in stato di abbandono e for- te degrado e che i residenti hanno trasformato da luoghi inagibili e fatiscenti in luoghi “capaci di creare capitale sociale e relazionale in termini di usi collettivi con valore di beni comuni”.

 

  • Assegnazione temporanea di spazi pubblici gratuiti e a basso costo per gli artisti

Avviare un’intermediazione con proprietari di immobili privati, per dare luogo a delle concessioni temporanee di strutture non utilizzate e/o degradate, seguendo l’esempio di Berlino, in cui associazioni di artisti mediano le suddette concessioni con i proprietari di immobili o spazi in disuso, in cambio di lavori di restauro e manutenzione o dietro pagamento di locazione a prezzi molto vantaggiosi.

Garantire trasparenza nelle procedure di assegnazione degli spazi, attraverso un’apposita pagina realizzata all’interno del sito del Comune di Palermo, che indichi luoghi, regole certe e chiare, assegnatari.

 

  • Individuazione, sviluppo e promozione di percorsi culturali

Cicli mensili dedicati alla riscoperta di beni non conosciuti o non valorizzati adeguatamente, messi in rete e resi accessibili come sistema strutturato. Definire singoli percorsi, sintetizzati in mappe tematiche ipertestuali che affronti- no anche le interazioni con i nuovi modelli di sviluppo virtuoso: il Parco Diffuso, la ciclopedonalizzazione, l’accessibilità ai diversamente abili, l’accessibilità alle famiglie, la ecosostenibilità, l’igiene ambientale, la mobilità con i mezzi pubblici, la vicinanza con parcheggi.

Si riportano a titolo esemplificativo alcuni possibili percorsi da sviluppare: il percorso del Liberty; il percorso dei Serpotta; il percorso delle biblioteche, delle librerie, degli archivi e dei fondi; il percorso delle tradizioni popolari; il percorso della scienza; il percorso del botanico; il percorso dell’archeologia; il percorso delle Ville Storiche; il percorso dei luoghi della Seconda Guerra Mondiale; il per- corso dei luoghi della lotta alla mafia; il percorso delle Mura e delle Fortifica- zioni; il percorso dei luoghi del cinema e della letteratura; il percorso della città sotterranea; il percorso dei Florio; il percorso giudaico; il percorso del Genio di Palermo; il percorso di Giuseppe Damiani Almeyda, etc.

 

  • Ernesto Basile icona Urbana

Alla maniera delle grandi capitali europee che hanno già valorizzato il proprio patrimonio culturale materiale e immateriale, proponiamo di elevare il portato culturale, artistico e intellettuale dell’architetto Ernesto Basile a nuova Icona Urbana della città di Palermo, come espressione di un rinnovato interesse per la storia locale da proporre in chiave di attrattore turistico e al tempo stes- so occasione di rilancio culturale per l’intera comunità cittadina, pronta oggi a riappropriarsi delle radici perdute appartenenti al mito della “Belle Epoqué” legata alla figura cardine della famiglia Florio.

PROPOSTE DI MEDIO E LUNGO PERIODO
  • Museo / Memoriale della Lotta alla Mafia

Se é vero che il fenomeno politico-mafioso ha trovato il suo massimo sviluppo nella nostra terra, é altrettanto vero che qui in Sicilia si sono sviluppati gli anti- corpi della lotta, soprattutto sul piano sociale.

La lotta alla mafia ha bisogno di fatti concreti, di sforzi quotidiani che vanno dalle aule scolastiche fino ai Palazzi di Giustizia ma si alimenta anche di simboli, di luoghi di studio e aggregazione, di cultura e di memoria attiva.

Occorre per questo dare forza al progetto avviato dal Centro di Documentazione Impastato, rendendo i luoghi già assegnati fruibili e più adatti al ruolo di grande rilievo che il Museo deve avere in città, con orizzonti nazionali ed internazionali.

 

  • Creazione di flussi internazionali

Per favorire la reciprocità, lo scambio e il confronto con realtà vicine e lontane, partendo da un tesoro di base che è la nostra posizione strategica, al centro del bacino del Mediterraneo. Superare gli ostacoli per cercare di creare delle forti sinergie tra coloro che giungono dall’esterno e coloro che qui trovano la loro massima aspirazione.

 

  • Museo della Seconda Guerra Mondiale

Sviluppo del progetto per il Museo della Seconda Guerra Mondiale all’interno del parco della Favorita, attraverso l’interlocuzione con le istituzioni competenti. Il progetto propone la riqualificazione e rifunzionalizzazione delle 12 cisterne militari sotterranee, progettate da Pier Luigi Nervi nel 1935 e realizzate ai piedi di Monte Pellegrino, in un percorso museale tematico integrato che restituisca al parco della Favorita nuovo significato e renda conto degli eventi del secondo conflitto mondiale e del ruolo ricoperto dalla Sicilia, primo lembo liberato d’Europa.

 

  • Valorizzazione delle biblioteche comunali

Con riferimento alle sette biblioteche comunali, seguendo le linee guida espresse nel manifesto per le biblioteche pubbliche dell’AIB (Associazione Ita- liana Biblioteche), si intende procedere ad una riorganizzazione dei luoghi di aggregazione ai fini della libera e gratuita fruizione della conoscenza, attra- verso attività culturali, punti di incontro fra generazioni, valorizzando il fine sociale nonché lo scambio del sapere.

 

  • Valorizzazione del Museo Etnografico Siciliano Giuseppe Pitrè

Recupero e valorizzazione della struttura già esistente, comprendente rilevanti collezioni sugli usi, i costumi del popolo siciliano, le credenze, i miti e le tradizioni di Sicilia. Il complesso museale include all’incirca 4.000 oggetti, di cui 1.500 provengono dal nucleo originario costituito dal Pitrè un patrimonio che deve essere incluso in un progetto di rinnovamento atto a rendere il giusto onore indispensabile all’antropologia culturale e all’etnografia del nostro territorio.

 

  • Promozione del teatro sociale come azione socio-culturale di sistema

Coinvolgimento di persone, gruppi e comunità con la finalità di favorire il benessere relazionale, comunicativo e simbolico, utilizzando in modo integrato strumenti e linguaggi dell’area performativa e dell’area psicosociale. Creazione di forme nuove di coinvolgimento della cittadinanza, che vedono nelle iniziative culturali e, nello specifico, nell’arte pubblica, l’opportunità di attuare obiettivi rigenerativi, anche al di fuori di misure strettamente economiche: l’Arte come strumento per incidere sul benessere della comunità. Portare il teatro nei quartieri disagiati e nelle comunità marginalizzate e problematiche. Organizzando uno spazio scenico che consenta di poter esprimere le gioie nascoste, i desideri e i disagi di ognuno.

5.2 SCUOLA ED EDUCAZIONE

VALORI E OBIETTIVI

Investire nella scuola, oggi più che mai, significa investire nel futuro, a partire dalla formazione del cittadino del mondo di domani. La scuola rappresenta un sostegno e uno stimolo diretto per tutte quelle famiglie che non hanno gli strumenti culturali, economici e sociali. Ripartiamo dalla scuola, guardando ai seguenti obiettivi:

 

Ricognizione delle condizioni strutturali degli edifici scolastici, al ne di potere intervenire in modo operativo. Si rende necessario un censimento costantemente aggiornato dello stato dei luoghi.

 

Aumento della capacità ricettiva/disponibilità di asili nido e scuole dell’infanzia comunali, con particolare attenzione ai quartieri con più bassa capacità ricettiva (pochi edifici scolastici), rispetto al numero di domande presentate dalle famiglie (richieste di iscrizione valide ma non accolte a causa della mancanza di posti disponibili).

 

Garanzia di un servizio di assistenza specialistica agli alunni con disabilità, senza interruzioni durante l’intero anno scolastico, con un numero di ore per alunno adeguato alla diagnosi, che privilegi nei criteri di assegnazione degli incarichi la continuità del servizio. Si garantiranno le migliori condizioni contrattuali possibili agli operatori specializzati.

 

Miglioramento del servizio mensa e di refezione scolastica, incrementando il numero di pasti e prediligendo i prodotti alimentari freschi della filiera corta, attraverso i quali si potranno veicolare corretti principi di educazione alimentare e alla salute. Saranno organizzati laboratori a scopo formativo e divulgativo, per la sensibilizzazione e la conoscenza delle intolleranze alimentari più frequenti.

 

Promozione di progetti educativi, ricreativi, culturali e sportivi che prevedono l’apertura delle scuole in orario pomeridiano e l’apertura al territorio. La scuola rappresenta – e in certi casi deve tornare ad essere – punto di riferimento del quartiere, attivatore di sinergie, capace di coinvolgere a vario titolo insegnanti, formatori, allievi, genitori, istituzioni.

 

Realizzazione di una piattaforma informatica per ottimizzare rapporti Comune – servizi erogati dal Comune alle scuole. Evadere in modo efficace le richieste di intervento, di manutenzione ordinaria e straordinaria, all’interno delle scuole.

 

Efficienza energetica nelle scuole, come motore di innovazione sociale, economica e ambientale, favorendo la crescita di una nuova generazione di cittadini consapevoli e sensibili ai temi dell’energia, trasformando le scuole in luoghi confortevoli e adatti all’apprendimento.

SITUAZIONE ATTUALE

Nella graduatoria delle città capoluogo, secondo quanto emerge dal XVII Rapporto Eco- sistema Scuola di Legambiente, che prende in esame informazioni relative agli edifici, le certificazioni, la manutenzione, i servizi messi a disposizione, esposizione a fonti di inquinamento ambientale interne ed esterne e i monitoraggi ambientali, Palermo si piazza in 78a posizione.

L’Anagrafe dell’Edilizia Scolastica, presentata dal MIUR nel 2015, riporta dati allarmanti con riferimento alla provincia di Palermo:

  • appena il 44,6% degli edifici avrebbe superato il collaudo statico;
  • soltanto il 32,4% degli edifici ha un certificato di agibilità/abitabilità (men- tre il 48.2% degli edifici ne è sguarnito e nel 19,3% dei casi non si hanno

informazioni);

  • il 71,4% possiede il documento di valutazione del rischio; • il 78,9 % possiede un piano d’emergenza per la sicurezza.

Un’altra criticità riscontrata riguarda gli affitti e la manutenzione degli edifici scolastici, per i quali l’attuale amministrazione paga una cifra che si aggira attorno ai 9 milioni di euro annui.

Gli edifici non solo sono spesso privi delle certificazioni adeguate, ma risultano anche numericamente insufficienti rispetto alla domanda.

Nel 2016, infatti, nella scuola dell’infanzia palermitana le richieste d’iscrizione acquisite sono state 1786. A fronte dei 525 posti disponibili, i minori riconfermati sono stati 681, mentre 511 sono stati i nuovi ammessi. In lista di attesa sono rimaste 594 istanze.

Un nodo problematico irrisolto riguarda, inoltre, il servizio di assistenza specialistica per gli alunni con disabilità. Per la stipulazione, infatti, dei contratti di prestazione d’opera intellettuale, stipulati dagli operatori specializzati nell’assistenza ai disabili, il Comune attende ogni anno l’approvazione del bilancio. Questo determina gravi ritardi che danneggiano sia le famiglie degli alunni con disabilità – e quindi gli studenti che spesso non possono frequentare la scuola – sia gli operatori (che vedono costantemente posticipato l’inizio del proprio incarico professionale).

A causa dei ricorsi promossi da alcuni operatori contro i ritardi nei pagamenti effettuati dalle scuole, inoltre, i Dirigenti Scolastici hanno assunto una posizione di rottura, decidendo di non fare più i contratti agli operatori stessi. Allo stato attuale, quindi, non si sa chi stipulerà i contratti relativi all’anno scolastico 2017/2018 (che in linea teorica dovrebbero decorrere dal mese di settembre).

La città di Palermo, infine, è fortemente colpita dai diversi fenomeni di c.d. povertà educativa e di dispersione scolastica, che riguardano: l’evasione, l’abbandono e i pluriripetenti. Questo fenomeno risulta presente soprattutto nei territori più complessi ed a rischio di marginalità sociale. L’indice di dispersione nella scuola primaria è dell’1,01%; nella scuola secondaria di primo grado è del 7,40%; nella secondaria di secondo grado è del 16,98% (Protocollo d’Intesa sulla prevenzione e recupero della dispersione scolastica tra comune di Palermo e USR, 2016).

PROPOSTE DI BREVE PERIODO
  • Rilevazione coordinata su base circoscrizionale delle segnalazioni e delle criticità di tipo strutturale degli edifici scolastici e delle strutture abbandonate di pertinenza, in funzione di un’attenta programmazione degli interventi urgenti.

 

  • Realizzazione di un piano di manutenzione ordinaria degli edifici scolastici comunali e della segnaletica stradale orizzontale e verticale in prossimità delle scuole, in sinergia con gli organi circoscrizionali.

 

  • Monitoraggio e rilevazione delle criticità del servizio di assistenza specialistica agli alunni con disabilità.

 

  • Predisposizione di bandi per la promozione di progetti educativi, ricreativi, culturali e sportivi che prevedono l’apertura delle scuole in orario pomeridiano e l’apertura al territorio attraverso convenzioni con associazioni sportive, associazioni di volontariato e comitati spontanei operanti nei quartieri interessati.

 

  • Realizzazione di una piattaforma informatica per ottimizzare rapporti comune – scuole – famiglie – studenti.

 

  • Avvio del sistema di raccolta differenziata negli istituti scolastici di pertinenza comunale. In particolare, diverrà obbligatoria la raccolta differenziata in ogni aula.

 

  • Monitoraggio e rilevazione delle criticità del sistema di affidamento del servi- zio delle mense scolastiche per mettere sempre più al centro al centro il ruolo del bambino, favorire la sana concorrenza e dare maggiore spazio alle piccole realtà economiche operanti nei territori di volta in volta interessati.

 

  • Stipulare un accordo con il Corpo di Polizia Municipale per destinare vigili urbani e/o volontari all’uopo formati per inibire le infrazioni (soste in zone vietate/ riservate a disabili, sui marciapiedi, in prossimità di incrocio ecc.) che impediscono ad allievi, familiari e docenti il corretto accesso agli edifici scolastici, in particolare negli orari di ingresso e uscita.

 

  • Incremento mezzi AMAT (autobus e pullman) dedicati al servizio scuolabus per collegare maggiormente le periferie al centro città (ad esempio in occasione di visite guidate).

 

  • Attivazione di tutti gli strumenti di partecipazione dell’Assessorato alla Scuola con famiglie, studenti, associazioni, personale scolastico ed extrascolastico).
PROPOSTE DI MEDIO E LUNGO PERIODO
  • Predisposizione piani di fattibilità che consentano di costruire edifici a norma, antisismici, predisposti per l’efficientamento energetico, provvedendo ai necessari adeguamenti dei locali esistenti e programmando puntuali interventi di manutenzione.

 

  • Aumento della capacità ricettiva e della disponibilità di asili nido e scuole dell’infanzia comunali, per fare fronte alla pressante richiesta delle famiglie.

 

  • Diminuzione delle rette mensili dei Servizi 0-6 (nidi d’infanzia e scuole dell’infanzia comunali), in modo proporzionale rispetto alla situazione economica attestata tramite dichiarazione ISEE (fatte salve le agevolazioni tariffarie già previste).

 

  • Revisione dei criteri di assegnazione di “priorità e punteggi” utilizzati per la formazione delle graduatorie delle domande d’iscrizione ai nidi d’infanzia e nelle scuole d’infanzia.

 

  • Garanzia del diritto all’educazione e all’istruzione delle persone con disabilità, come sancito dalla legge 104/92 (art.13), e precedentemente il DPR 24 luglio 77 n. 616 artt. 42-45, che prevede l’obbligo – per gli enti locali – di ricorrere a personale specializzato nelle scuole di ogni ordine e grado. Tale garanzia tutelerà il diritto allo studio degli studenti disabili, che potranno iniziare a frequentare la scuola, sin dal primo giorno. Tali figure professionali, che hanno il compito di abbattere le barriere comunicative e favorire l’integrazione sociale e scolastica dell’alunno disabile, sono indispensabili, perché fanno da ponte con i docenti, la classe, la famiglia e le istituzioni.

 

  • Miglioramento del servizio di refezione scolastica, prediligendo i prodotti alimentari freschi a Km0, attraverso i quali si potranno veicolare corretti principi di educazione alimentare e alla salute. Saranno organizzati laboratori a scopo formativo e divulgativo, per la sensibilizzazione e conoscenza delle più frequenti intolleranze alimentari (al glutine, al lattosio, etc.), stili di vita corretti e prevenzione della salute (obesità, diabete, ipertensione). La condivisione del pasto è inoltre per i bambini un modo per sentirsi parte del gruppo, rappresentando un momento inclusivo e solidale ad esempio nei confronti delle fasce più deboli. Il biologico e il Km0, oltre alla maggiore qualità e al consumo di cibi di stagione, favorirà le imprese locali, evitando inutili sprechi.

 

  • Stimolare l’affezione e il senso di appartenenza degli studenti e delle loro famiglie alle istituzioni scolastiche, per arginare il preoccupante fenomeno della dispersione scolastica. Una scuola più aperta e inclusiva, che attraverso pro- getti artistici, creativi, sportivi, sia capace di incrementare la partecipazione non solo degli studenti, ma anche delle famiglie. L’Istituzione scolastica, come luogo di incontro e di dialogo, che stimoli il senso di fiducia e la motivazione, favorendo il successo formativo, diviene punto di riferimento del quartiere, attivatore di sinergie, capace di coinvolgere a vario titolo insegnanti, formatori, allievi, genitori, istituzioni.

 

  • L’efficienza energetica nelle scuole può diventare motore di innovazione socia- le, economica e ambientale, favorendo la crescita di una nuova generazione di cittadini consapevoli e sensibili ai temi dell’energia, trasformando le scuole in luoghi confortevoli e adatti all’apprendimento. L’ENEA, ha già avviato progetti pilota, che impiegano soluzioni tecnologiche innovative, per facilitare il raggiungimento di questi obiettivi. (Protocollo d’Intesa con il MIUR, 2009).

5.3 SPORT

VALORI E OBIETTIVI

Lo sport è parte integrante della vita del cittadino, necessario per il benessere fisico e mentale, deve essere garantito anche ai bambini e ai portatori di disabilità. La s da più grande è sicuramente legata al ripristino degli impianti sportivi e alla creazione di nuovi spazi per lo sport, ma anche quella di rendere questo settore volano economico per la città.

 

La Palermo a 5 Stelle vuole puntare molto anche sui grandi eventi di richiamo nazionale e internazionale, caratterizzandosi come città degli sport acquatici e nel coinvolgimento delle associazioni sportive.

Un altro obiettivo sarà quello di mettere nelle condizioni di fare sport anche le famiglie a basso reddito, e di garantire anche a quelle circoscrizioni che difettano di strutture comunali per l’attività sportiva, di poter avere degli spazi adeguati grazie a sinergie con associa- zioni, privati, scuole, oratori e strutture turistico-alberghiere.

 

Dal punto di vista economico, la nuova macchina si metterà in moto partendo da un adegua- mento delle concessioni, a dando nuovi spazi ad associazioni di cittadini grazie al nostro nuovo Regolamento sui Beni Comuni Urbani, a iniziative commerciali e di marketing.

 

Lo sport naturalmente si incrocia con diversi altri settori: in questo senso, sarà naturale pensare ai risvolti positivi legati alla cultura, al turismo e allo spettacolo.

SITUAZIONE ATTUALE

Con riguardo al numero di atleti, di società sportive e di impianti la situazione a Palermo è disastrosa. Al già limitato numero di datati e malmessi impianti sportivi a disposizione dei cittadini, si somma l’indisponibilità di alcune strutture, rese inagibili da mancata manutenzione, atti vandalici e incuria.

 

Le carenze infrastrutturali si riflettono inevitabilmente sui dati sulla salute pubblica. Secondo recenti rilevazioni Istat, il grado di sedentarietà in Sicilia coinvolge più della metà della popolazione: è del 52,7% la quota di cittadini che non pratica alcuna attività fisica, con conseguenti ripercussioni sulla qualità della vita.

 

L’attuale amministrazione ha portato avanti, con difficoltà, un’attività di manutenzione ordinaria per strutture di piccole e medie dimensioni, e, soltanto negli ultimi mesi, ha avviato i lavori per recuperare le grandi opere abbandonate di Palermo, come il Palazzetto dello Sport e il Diamante, grazie principalmente a fondi nazionali, ma siamo comunque ben lontani dal completamento dei lavori. Di fatto si è trattato di inaugurazioni-spot di tipo elettorale.

PROPOSTE DI BREVE PERIODO
  • Censimento strutture e indagine sullo stato attuale

 

  • Controllo e rimodulazione dei canoni di affitto delle strutture comunali date in concessione, valutando anche la sottoscrizione di accordi di Naming Right

 

  • Impianti sportivi come bene comune

Lo stato di manutenzione degli impianti sportivi, sia dei più piccoli che di quelli più grandi, è scoraggiante. In una prospettiva di sinergie virtuose tra l’amministrazione e le associazioni/società sportive che operano nei vari settori, il comune di Palermo adotterà gli strumenti più idonei per una cura e gestione condivisa degli impianti.

In particolare, sia per quanto riguarda i grandi impianti sportivi (ad esempio la Piscina Comunale, da tenere aperta anche in orario serale), sia per quelli più piccoli, il modello di riferimento sarà il nostro Regolamento sui Beni Comuni. La stessa prospettiva potrà essere adoperata per la creazione di nuovi spazi dove praticare attività sportiva, in ambiente naturale e senza vincoli di accesso (parchi, giardini, spiagge, beni confiscati).

 

  • Promozione della Carta d’Identità della bici

Registro delle biciclette con punzonatura obbligatoria dei veicoli alla vendita. Il fenomeno dei furti di bici è purtroppo particolarmente diffuso. Occorre scon- giurare il rischio che diventi un disincentivo all’utilizzo delle due ruote come fondamentale mezzo di locomozione oltre che di pratica sportiva.

 

  • Ufficio Marketing dedicato per la valorizzazione degli eventi comunali legati allo sport.

Comunicazione integrata per grandi eventi anche culturali e turistici.

PROPOSTE DI MEDIO E LUNGO PERIODO
  • Sport e Politiche Sociali

 

L’attività sportiva, soprattutto agonistica, è una straordinaria metafora di vera meritocrazia: chiunque, con impegno costante, può raggiungere i medesimi risultati. L’ Amministrazione deve rimuovere gli ostacoli al libero esercizio dell’attività sportiva da parte di tutti.

 

Alcune misure:

Borse di studio per gli atleti migliori di Palermo

Incentivi per fasce reddito basse

 

 

  • Sport e Scuola

 

Convenzioni scuole-amministrazione (per mettere a disposizione della cittadinanza le strutture inutilizzate durante l’orario extrascolastico, utilizzando gli 8-9 istituti con strutture idonee per lo sport agonistico) e scuole-privati (per mettere a disposizione degli istituti senza spazi per attività motoria, gli im- pianti sportivi di privati o associazioni).

 

 

 

  • Sport e Turismo

 

Lo sport, oltre che espressione del fondamentale diritto alla salute dei cittadini, deve diventare un vero e proprio volano di sviluppo per la città. Le peculiari- tà morfologiche e climatiche di Palermo vanno sfruttate per attirare il turismo sportivo, sia a livello di singoli atleti che di grandi manifestazioni.

 

Alcuni esempi:

 

Palermo città degli sport acquatici

Sfruttare le peculiarità della città per lanciare ad alti livelli gli sport di mare come la vela e il windsurf, ma anche sport come il beach soccer.

Mondello deve divenire un grande campo di allenamento di sportivi del Nord Europa e non solo (al pari di Miami o Los Angeles), ed essere un palcoscenico per gare del circuito nazionale ed internazionale. Bisogna recuperare quel patrimonio di manifestazioni sportive che un tempo richiamavano l’atten- zione dei media, ospitando in città figure sportive del palinsesto mondiale.

 

Palermo meta del cicloturismo

Palermo è una città in cui è possibile affrontare una salita impegnativa come quella di Montepellegrino e pochi minuti dopo ritrovarsi a fare un bagno nel mare di Mondello.

Il cicloturismo, sia quello legato alla MTB (con percorsi rivalutati quali Monte Pellegrino, Monte Gallo e Pizzo Manolfo, Monte Grifone ecc.), sia quello stradale (con la creazione di percorsi lungo i luoghi storico-culturali più rappresentativi della città), è un’eccezionale occasione di sviluppo.

La bonifica dei luoghi interessati, insieme ad una gestione seria e competitiva degli stessi (magari a data a cooperative ad hoc), porterebbe ad una riqualicazione sia del territorio che dell’o erta turistica e sportiva.

5.4 POLITICHE URBANE E DIRITTO ALLA CITTA’

VALORI E OBIETTIVI

La città, per come si è andata configurando negli ultimi cinquant’anni, non risponde ad un modello territoriale definito. La Palermo contemporanea è piuttosto l’esito di diverse logiche che si sono sovrapposte su un territorio urbano (libero e costruito) considerato, fonda- mentalmente, quale elemento “neutro” sul quale riversare le discutibili previsioni del Piano Regolatore Generale del 1962 e gli aumenti di cubatura previsti delle numerose varianti che hanno profondamente modificato la Variante Generale al PRG del 2002.

 

Così come il recupero della Città Storica è stato realizzato in maniera parziale. Sommatoria di singoli interventi privi di quella logica organica di intervento – implicita nel Piano Particolareggiato Esecutivo – e il cui comune denominatore è stato lo spreco di risorse pubbliche erogate “a pioggia”.

 

Esito spaziale di questi processi è la Palermo di oggi, una città duale dove i residui di verde agricolo della Conca d’Oro convivono con le periferie “pubbliche” degradate; dove il patrimonio pubblico abbandonato (per lo più esempi di architettura di una “Palermo felicissima” o del nostro più recente passato industriale) si interfaccia con le costruzioni del “sacco” di Palermo. Assalto al verde agricolo, crescita incontrollata della città, politiche pubbliche evidentemente orientate ad assecondare la rendita fondiaria piuttosto che il benessere collettivo, sono stati gli ingredienti precipui di un modo di “fare urbanistica” che ha depauperato la città di Palermo delle sue risorse e i cittadini dei loro diritti.

 

La nostra visione per “Palermo 2025” si fonda proprio su questi due elementi di progetto: Risorse e Diritti, principi guida per ricostruire quel legame non scindibile esistente tra “morfologia urbana” e “condizione urbana”, tra “spazio fisico” e “dimensione sociale” di cui le città sono espressione. Un progetto per Palermo che deve ripartire proprio da quegli elementi, fisici e immateriali, che sono stati considerati dalla politica urbana recente “residuali”.

 

La dotazione di servizi collettivi, la riqualificazione delle aree periferiche, il recupero del patrimonio pubblico in disuso, la progettazione dello spazio pubblico e la valorizzazione e tutela delle aree verdi saranno i temi progettuali su cui lavorare per rilanciare e rafforzare il ruolo della Città Metropolitana di Palermo nel panorama euro-mediterraneo. Pertanto, la realizzazione di un piano locale, attento a ridisegnare le relazioni spaziali e funzionali con il suo hinterland, in un’ottica metropolitana.

 

Il Piano per Palermo 2025 sarà la base per attivare un reale sviluppo che coinvolgerà tutta la città secondo un modello policentrico, multifunzionale e solidale in cui i progetti di micro-rigenerazione urbana dialogheranno con i macro-progetti lungo l’asse del decentramento (di servizi, attrezzature, attività economiche e culturali, aree verdi, giardini e orti urbani, diffusi equamente e compatibilmente con le vocazioni di ciascun quartiere) e della connessione (ricucire il tessuto urbano attraverso percorsi ciclopedonali che agevolino lo sviluppo di una valida alternativa al trasporto a motore a combustione interna, la razionalizzazione del trasporto pubblico e la realizzazione percorsi urbani verdi quale il parco diffuso).

 

Nello specifico le due tipologie di intervento fondamentali saranno:

 

1) I macro-progetti di rigenerazione urbana, ossia gli interventi sulle aree di trasformazione integrata individuate nel piano strategico di Palermo e oggetto nel nuovo Schema di Massima del Comune di Palermo di masterplan da finanziare attraverso i fondi comunitari 2014-2020 (ad es. la Fiera del Mediterraneo, l’ex polo chimico dell’Arenella, le aree industriali dismesse di Brancaccio, l’ex cotonificio di Partanna, etc.);

 

2) I micro interventi di rigenerazione urbana che invece serviranno per la riqualificazione degli spazi pubblici/aree verdi e il potenziamento dei servizi da attuarsi attraverso i patti di collaborazione per il recupero e la cura dei beni comuni urbani (VEDI SCHEDA BENI COMUNI). Ripartire dai nostri beni comuni urbani per riqualificare, in maniera sostenibile sotto il profilo economico e ambientale, la nostra città e in particolare le nostre periferie. Un’ urbanistica del riuso e del riciclo.

 

L’urbanistica sarà lo strumento non soltanto per definire spazialmente la città, ma anche per costruire cittadinanza attiva e consapevole. In particolare, le pratiche di partecipazione saranno implementate laddove le scelte amministrative impegnino la città per tempi molto lunghi, eccedenti l’orizzonte temporale della durata dell’amministrazione stessa. In ragione di ciò la partecipazione diventerà un metodo di lavoro per costruire, gestire e implementare le scelte urbanistiche della città, per una Palermo sostenibile, democratica, solidale e contemporanea.

 

Obiettivi generali, sono pertanto:

 

  • Migliorare la dotazione dei servizi, fermare il consumo di suolo e salvaguardare l’ambiente;

 

  • Introdurre trasparenza e partecipazione nei processi di pianificazione del territorio e nei concorsi di progettazione;

 

  • Riqualificare le periferie e le aree degradate della città in un’ottica multifunzionale e policentrica;

 

  • Valorizzare e tutelare il patrimonio storico-architettonico e ambientale;

 

  • Intervenire sullo spazio pubblico, attraverso progetti in grado di riqualificare gli spazi collettivi esistenti e garantire la qualità dell’arredo urbano;

 

  • Semplificazione delle procedure connesse alla pratiche edilizie.
SITUAZIONE ATTUALE

Come anticipato in premessa, allo stato attuale risultano vigenti a Palermo la Variante al PRG del 2002 e, per quanto concerne la Città Storica, il Piano Particolareggiato Esecutivo.

Si tratta di strumenti che, pur condivisibili nell’impostazione generale e nel metodo, tuttavia hanno trovato una parziale attuazione e, soprattutto per quanto riguarda la Variante del PRG, uno stravolgimento delle previsioni, per effetto dell’approvazione delle numerose varianti.

Esito di queste varianti, che dovevano rappresentare il “prezzo da pagare” per la realizzazione dei servizi e degli spazi pubblici, ha di fatto comportato, non soltanto una riduzione sensibile delle aree disponibili da destinare a servizi e aree di uso pubblico, ma anche la compromissione irreversibile di diverse aree agricole di pregio del sistema territoriale del- la Conca d’Oro che per i suoi valori storici, culturali e ambientali potevano rappresentare un’opportunità per gli abitanti dei quartieri.

 

La fotografia della città di Palermo è quella di una città da ricucire nelle sue trame spaziali e sociali, dove l’assenza del soggetto pubblico si esprime non soltanto in termini di abbandono e incuria dei quartieri periferici, ma anche nella mancata realizzazione di quel baluardo del diritto alla città che sono stati gli standard urbanistici e gli spazi collettivi.

PROPOSTE DI BREVE PERIODO

Al fine di avviare un nuovo corso delle politiche urbane, la futura Amministrazione 5 Stelle procederà in linea prioritaria a:

 

  • Elaborare il nuovo Regolamento Edilizio, in linea con i principi di fondo della nuova visione per Palermo, incentivando l’architettura biosostenibile e il recupero del patrimonio esistente;

 

  • Revisionare i Regolamenti Comunali connessi con le attività edilizie al fine di una maggiore efficienza e semplificazione;

 

  • Eliminare le previsioni sovradimensionate di nuove edificazioni ed effettuare una ricognizione e rivisitazione ed eventuale revoca delle varianti parziali non perfezionate e ritenute non necessarie;

 

  • Verificare il gettito proveniente dagli oneri di urbanizzazione e il loro riutilizzo;

 

  • Rendere accessibili e intuitive le Piattaforme digitali del Comune relative al settore urbanistico ed edilizio (VEDI OPEN DATA).
PROPOSTE DI MEDIO E LUNGO PERIODO
  • Avviare l’elaborazione di un piano partecipato per la rigenerazione delle periferie volto alla riqualificazione sociale e fisica delle aree, alla dotazione dei servizi rendendo le stesse autonome e attrattive per i residenti e per i turisti con la finalità di attuare una visione policentrica e multifunzionale della città attraverso micro-progetti di rigenerazione urbana;

 

  • Realizzare un Urban Center Metropolitano, dove verrà costantemente esposta l’attività di pianificazione e di progettazione della città. Oltre alla funzione divulgativa, l’Urban Center funzionerà da ufficio di coordinamento e di consulenza per l’elaborazione di idee, proposte, osservazioni dei cittadini e di professionisti interni ed esterni all’Amministrazione;

 

  • Bandire Concorsi di Progettazione per le aree oggetto di macro-interventi di rigenerazione (ad es. la Fiera del Mediterraneo, l’ex polo chimico dell’Arenella, le aree industriali dismesse di Brancaccio, l’ex cotonificio di Partanna, etc.) per assicurare la qualità delle scelte in materia architettonica e urbanistica al fine di consentire la migliore soluzione tra una produzione di più progetti redatti per la stessa area;

 

  • Bandire Concorsi di Idee per l’arredo urbano e gli interventi di micro-riqualificazione aperti non soltanto a progettisti ma anche a studenti;

 

  • Valorizzare le risorse ambientali presenti all’interno del tessuto urbano attraverso l’elaborazione di un Piano per il diritto al verde che individui e valorizzi le aree agricole urbane e periurbane (ad es. istituendo il Parco Agricolo di Ciaculli e di Cruillas), nonché i sistemi ambientali ad alto valore ecologico quali il Parco della Favorita, la riserva di Capo Gallo e il bacino del fiume Oreto. Un progetto in grado di connettere il sistema ambientale urbano con i sistemi ambientali territoriali più ampi. Il progetto di parco di uso, in tal senso, fungerà da connettivo di tali sistemi intercettando le aree residuali abbandonate e degradate presenti all’interno del tessuto cittadino.

5.5 MOBILITA’

VALORI E OBIETTIVI

Le scelte relative alle modalità di spostamento di decine di migliaia di persone ogni giorno nella nostra città, devono essere frutto di una visione sostenibile nel lungo periodo: il diritto fondamentale di tutti a muoversi, deve fondersi con il diritto alla salute, alla qualità della vita ed alla salvaguardia dell’ambiente.

 

Gli interventi sulla Mobilità, da concepire con approccio progettuale e metodo scientifico, punteranno ad una netta inversione gerarchica nell’uso delle nostre strade, che veda al primo posto pedoni e disabili, poi bici, Trasporto Pubblico Locale (TPL), sistemi di trasporto condivisi (car e bike sharing), taxi ed in ne il trasporto privato.

 

Risulta altrettanto fondamentale che gli interventi sulla Mobilità siano frutto di un processo decisionale partecipato che coinvolga Istituzioni, Ordini Professionali, Università, associazioni, comitati di cittadini, stakeholders.

 

Pensiamo di legare le scelte sulla Mobilità ad una visione a lungo termine, in piena sinergia con le grandi scelte dell’Urbanistica per Palermo per “dare strada alle persone”.

 

In quest’ottica, i principali obiettivi saranno:

 

  • Invertire le gerarchie della mobilità, al fine di favorire la mobilità leggera, pedonale e ciclabile, migliorando la qualità dell’aria;

 

  • Informare, formare, coinvolgere la cittadinanza;

 

  • Garantire il diritto alla mobilità delle persone con disabilità;

 

  • Restituire all’intera Città una migliore vivibilità;

 

  • Rendere efficiente ed implementare il Trasporto Pubblico Locale (TPL), esigendo opportune risposte dagli enti preposti anche a livello regionale e dell’area metropolitana;

 

  • Sviluppare la mobilità ibrida ed elettrica, privata e pubblica;

 

  • Pianificare il trasporto merci in area urbana con metodi sostenibili ed efficienti;

 

  • Favorire lo “sharing” dei mezzi di trasporto;

 

  • Favorire e facilitare la mobilità in ambito turistico;

 

  • Verificare, aggiornare e redigere gli strumenti di pianificazione di settore (PUT, PUM, PUMS), i quali dovranno direttamente relazionarsi con il redigendo Piano Regolatore Generale (PRG).
SITUAZIONE ATTUALE
  • Invertire le gerarchie della mobilità, al fine di favorire la mobilità leggera, pedonale e ciclabile, migliorando la qualità dell’aria;

 

  • Informare, formare, coinvolgere la cittadinanza;

 

  • Garantire il diritto alla mobilità delle persone con disabilità;

 

  • Restituire all’intera Città una migliore vivibilità;

 

  • Rendere efficiente ed implementare il Trasporto Pubblico Locale (TPL), esigendo opportune risposte dagli enti preposti anche a livello regionale e dell’area metropolitana;

 

  • Sviluppare la mobilità ibrida ed elettrica, privata e pubblica;

 

  • Pianificare il trasporto merci in area urbana con metodi sostenibili ed efficienti;

 

  • Favorire lo “sharing” dei mezzi di trasporto;

 

  • Favorire e facilitare la mobilità in ambito turistico;

 

  • Verificare, aggiornare e redigere gli strumenti di pianificazione di settore (PUT, PUM, PUMS), i quali dovranno direttamente relazionarsi con il redigendo Piano Regolatore Generale (PRG).
PROPOSTE DI BREVE PERIODO
  • In una situazione così complessa e caotica come quella attuale, il nostro impegno sarà quello di realizzare, nel breve periodo, interventi che minimizzino il disagio per gli utenti. Successivamente ogni azione, prescindendo dall’entità, dovrà far parte di un “piano”, di un processo capace di orientare in modo “democratico” l’intera cittadinanza verso una mobilità a misura d’uomo. Una sfida che, attraverso un metodo inclusivo e partecipativo, ogni singolo cittadino ed ogni singola cittadina dovrà intestarsi e portare avanti.

 

  • Avvio di un ciclo di incontri e confronti tra Comune, Università, Ordini Professionali, Associazioni, stakeholders, cittadini, per lo studio di proposte sulla Mobilità basate sulle esigenze del territorio, il know-how degli esperti ed il confronto con le best practices italiane ed europee.

 

  • Avvio di una riorganizzazione e graduale potenziamento delle linee autobus con particolare attenzione ai collegamenti fra le periferie, il centro e gli altri grandi poli cittadini (come ad es. ospedali e università). Particolare attenzione verrà riservata, fra gli altri, ai collegamenti con lo ZEN, Pallavicino, Vergine Maria, Arenella, Acquasanta, Bonagia, Borgo Ulivia, Falsomiele, Borgo Molara, Brancaccio, Romagnolo. Al fine di garantire un servizio efficiente anche ai turisti, utilizzeremo al meglio le risorse comunitarie: il PO FERS 2014/2020, ad esempio, destina alla Sicilia 5.000.000 di euro per Sistemi di trasporto intelligente e 30.601.514,67 di euro per Sviluppo delle infrastrutture necessarie all’utilizzo del mezzo a basso impatto ambientale.

 

  • Valorizzazione ed efficientamento delle linee di Tram già in esercizio attraverso adeguate campagne informative e tariffarie, ma anche attraverso un serio studio che ne esalti le capacità intermodali.

 

  • Connessione ed implementazione dei due sistemi tranviari esistenti, quello a sud-est e quello a nord-ovest, al fine di colmare gli errori commessi.

 

  • Inversione della priorità di realizzazione delle nuove linea Tram: la priorità 1, assegnata dall’Amministrazione uscente per gli assi Libertà/Roma, sarà priorità successiva (priorità 6 o 7).

 

  • Avvio delle procedure di verifica e propedeutiche alla realizzazione della tratta di connessione tra la via Regione Siciliana, l’Università, la metro Orleans ed il Polo Ospedaliero. Al contrario dell’Amministrazione uscente, si procederà con l’assegnare maggiore priorità alla realizzazione di quelle tratte tranviarie capaci di servire le periferie ed avvicinarle al Centro Città. Si attiverà un processo di studio e informazione, capace di verificare la reale opportunità di realizzazione di quanto previsto all’interno della Città storica.

 

  • Verifica e sostanziale modifica della ZTL oggi attiva. In seguito all’ascolto di tutte le realtà commerciali e residenziali cittadine, si darà il via ad un piano che si ritiene maggiormente “misurato”: in prima istanza, dovrà verificarsi la possibilità di “frazionare” la ZTL già attiva, dando luogo a tre o cinque “Micro ZTL” per il solo Centro Storico di Palermo, al fine di garantire una maggiore “ac- cessibilità democratica” ma sempre a favore dei percorsi pedonali e ciclabili, e senza che le stesse “Micro ZTL” diano vita a meri “assi di attraversamento” per auto private.

 

  • Realizzazione dei primi parcheggi pubblici urbani per auto elettriche, che in futuro possano fungere anche da sistemi di accumulo di energia elettrica da fonti rinnovabili.

 

  • L’amministrazione 5 Stelle metterà in campo una cabina di regia per realizzare il “Piano Contro le Buche” sullo stato di strade e marciapiedi. Il monitoraggio sarà realizzato in ogni quartiere coinvolgendo le otto circoscrizioni e i cittadini. Il progetto prevede la sistemazione del manto stradale con l’ausilio di asfalto drenante e fonoassorbente, nel rispetto della sostenibilità ambientale. Il nuovo conglomerato bituminoso potrà essere sperimentato sulle strade di Palermo e finanziato con risorse comunitarie. Già realizzato a Pisa, dove è stato attivato il progetto europeo «Life Nereide», coordinato dal dipartimento di Ingegneria civile e industriale dell’Università di Pisa. A Palermo lo riproporremo coinvol- gendo enti pubblici e privati come l’università degli studi di Palermo e l’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) della Sicilia.

 

  • Avvio del servizio “Bike Parking” comunale, grazie al quale autorimesse private potranno mettere a disposizione spazi attrezzati e sicuri per le bici dei privati, in base a convenzioni ed abbonamenti.

 

  • Miglioramento della segnaletica verticale ed orizzontale (di prescrizione e indicazione) con particolare riguardo alla mobilità dolce e turistica.

 

  • Programmazione di una campagna di misure per determinare i reali flussi della mobilità anche attraverso il riposizionamento e l’implementazione delle centraline di rilevamento.

 

  • Miglioramento del sistema di intermodalità del car-sharing ed ampliamento fruibilità e continuità del servizio.

 

  • Innovazione dell’intero sistema di bike-sharing, ad oggi fallimentare, attraver- so un’opportuna “taratura del sistema” (ad oggi del tutto assente), agevolazioni tariffarie appetibili ed incentivanti l’intermodalità.

 

  • Avvio di un nuovo piano di valorizzazione dei Taxi, mediante la realizzazione di iniziative fra cui:
  1. Corse Taxi in zona ZTL per favorire la circolazione all’interno dell’area, attraverso la creazione di punti di raccordo (Foro Italico, Piazza Massimo e Stazione) e con sconti tariffari (3-4 euro)
  2. Taxi Notturni nei weekend per disincentivare l’uso del mezzo privato nel rientro da locali notturni, discoteche, etc.;
  3. “Taxi Rosa” per consentire alle donne di viaggiare di notte ad un costo ridotto (corse in città a 5 euro dalle 20 alle 6 del mattino).

 

  • Approvazione di un Regolamento Comunale sul Noleggio Con Conducente in Centro Storico per veicoli a pedalata assistita con finalità turistiche, sull’esempio di molte città italiane ed europee come Bologna.

 

  • Avvio di una campagna di sensibilizzazione del Comune, in chiave propositiva e partecipativa, che coinvolga soprattutto le Scuole, il mondo associazionistico e le Circoscrizioni.

 

  • Coinvolgimento dei mobility manager aziendali, delle associazioni e dei singoli piccoli imprenditori per la promozione della mobilità casa/lavoro.

 

  • Costante evidenza pubblica, sul sito internet del Comune e delle Partecipate, dei dati sull’inquinamento e comunicazione delle soluzioni alternative all’uso dell’auto privata attraverso i canali social del Comune, per innescare il dibattito e stimolare la riflessione “propositiva” e consapevole.

 

  • Adozione di una “App Mobilità” per smartphone per il pagamento zone blu, biglietti mezzi pubblici, parcheggi ed ogni servizio mobilità.
PROPOSTE DI MEDIO E LUNGO PERIODO
  • Introduzione del biglietto unico sul sistema integrato dei trasporti (Bus, Tram, Metro).

 

  • Utilizzo efficiente delle risorse europee anche al fine di garantire un servizio efficiente (il PO FERS 2014/2020 ad esempio destina alla Sicilia 5.000.000 di euro per Sistemi di trasporto intelligente e 30.601.514,67 di euro per Sviluppo delle infrastrutture necessarie all’utilizzo del mezzo a basso impatto ambientale).

 

  • Messa in sicurezza delle vie di esodo e soccorso, nella piena convinzione che tali percorsi, se opportunamente pianificati, progettati e realizzati, contribuiscono positivamente al funzionamento urbano ordinario. Alcune priorità sono:

 

  1. Ripensamento complessivo dell’intera Via Regione Siciliana e di tutti gli snodi lungo la via Regione Siciliana (ad es.: Oreto, Basile, Calatafimi, Pitrè, Perpignano, Di Blasi, L. Da Vindi, Lazio e Belgio etc.)
  2. Restauro e miglioramento statico del Ponte Oreto.
  3. Verifica e realizzazione di quanto in previsione nello schema di massima del PRG in ordine al “raddoppio” del Ponte Stazione Notarbartolo (prosecuzione via Rapisardi).
  1. Verifica ampliamento Ponte Stazione Notarbartolo da realizzarsi con materiali e tecniche “leggere”, per la realizzazione di opportuno percorso ciclo-pedonale.
  1. Adeguamento del collegamento con aeroporto Falcone-Borsellino (in particolare le gallerie in prossimità di Sferracavallo).
  1. Ampliamento e recupero strutturale del Ponte Corleone, la qual cosa si ritiene di primaria importanza per la sicurezza e la Protezione Civile.

 

  • Revisione e semplificazione della struttura societaria dell’AMAT, con l’obiet- tivo di valorizzare le risorse umane e il know-how aziendale, oltre a ridurre le esternalizzazioni garantendo efficienza e mantenendo la proprietà pubblica.

 

  • Rinnovamento del parco degli autobus (elettrici, ibridi e/o a idrogeno) utiliz- zando anche il Piano Strategico della Mobilità Sostenibile, incrementando le risorse (200 milioni di euro per il 2019 e 250 milioni di euro per gli anni dal 2020 al 2033) del Fondo finalizzato all’acquisto, alla riqualificazione elettrica o al noleggio dei mezzi adibiti al trasporto pubblico locale e regionale (art. 1comma 866, L. 208/2015 – D.M. n. 25/17 – D. Lgs. n. 257/2016).

 

  • Infrastrutturazione della rete di ricarica elettrica pubblica con installazione di punti di ricarica sul territorio, in linea con le disposizioni della direttiva europea DAFI 2014/94/UE, privilegiando la dislocazione di impianti di ricarica nei parcheggi di prossimità e intermodali.

 

  • Adozione del Piano della Mobilità Elettrica, integrato all’interno dei piani comunali (Piano Urbano dei Trasporti, Piano Urbano della Mobilità Sostenibile).

 

  • Revisione ed armonizzazione dei regolamenti sulle aree, i percorsi pedonali e le ZTL del Centro Storico per permettere la coesistenza di attività commerciali in ambito turistico e transito ciclo/pedonale.

 

  • Conclusione dei lavori per le Grandi opere (Passante ed Anello). L’amministra- zione comunale si adopererà, con ogni mezzo e azione amministrativa, politica e legale, per garantire il rispetto dei tempi per la conclusione delle opere. A riguardo si lavorerà in sinergia con la Prefettura e l’Autorità Portuale.

 

  • Revisione e razionalizzazione dei percorsi e dei nodi di interscambio delle linee bus extraurbane, al fine di ridurre le emissioni inquinanti in città (l’auspicata re- alizzazione del Passante ferroviario e dell’Anello metropolitano potranno dare luogo alla eliminazione, o quasi, degli autobus non urbani nelle vie più centrali).

 

  • Razionalizzazione della struttura della Polizia Municipale e rafforzamento dei controlli sulle infrazioni al Codice della Strada, per una non più demandabile operazione di ripristino della legalità su piazze e strade. Particolare impegno al contrasto dei parcheggiatori abusivi ed alla sosta selvaggia.

 

  • Creazione di aree e percorsi pedonali (permanenti e temporanei) in ogni quartiere. Non pensiamo sia più sufficiente parlare di “isole pedonali” piuttosto “per- corsi e aree pedonali urbane” di use sull’intero territorio cittadino.

 

  • Conclusione dei lavori pubblici su grandi assi stradali interrotti o da riaprire (Via Aiace, Via Roentgen, Via Borremans, via Palimuro, etc.) utili alla fluidificazione del traffico ed alla fruibilità totale di ampie parti di città.

 

  • Introduzione di nuove politiche tariffarie del TPL che puntino su abbonamenti a tariffa agevolata ed anche servizi a tariffa zero. Particolare attenzione si offrirà all’intermodalità del servizio di trasporti pubblici (bus, tram e metro, ma anche taxi, car e bike sharing), con ulteriori agevolazioni per coloro che utilizzeranno i parcheggi di interscambio lungo la via Regione Siciliana o in periferia.

 

  • Estensione del servizio di car sharing (anche attraverso la promozione di altre iniziative di sharing aperte ai privati) e di bike sharing anche con mezzi idonei al trasporto merci (“cargo bike”) nelle aree interessate da commercio al dettaglio, come l’attuale ZTL centrale.

 

  • Estensione della rete ciclabile urbana; ristrutturazione della rete esistente, in particolare messa a norma ed eliminazione della promiscuità pedone/ciclista sui tratti esistenti. Realizzazione di piste su manto stradale e marciapiedi di colore diverso. L’obiettivo sarà quello di superare i 100 km di “vera” pista ciclabile a Palermo.

 

  • Creazione di una Velostazione (stazione di riparazione, custodia e noleggio di biciclette), declinando su Palermo l’esperienza di Bologna presso la stazione Notarbartolo o Centrale.

 

  • Realizzazione della “green way” Palermo-Monreale e supporto a tutti i progetti di mobilità dolce e ciclabile promossi dal territorio.

 

  • Creazione di una serie di parcheggi di quartiere nell’attuale ZTL, capaci di as- sorbire la domanda dei residenti nel rispetto del contesto storico-architettonico.

 

  • Creazione di nuove zone per il parcheggio/deposito biciclette, dotate di arredi efficienti per contrastare il fenomeno del furto e per favorire l’intermodalità bici/ TPL.

 

  • Accordi, con i Comuni confinanti e con la Città Metropolitana, per la progettazione e messa in opera delle vie ciclabili mancanti di ingresso e uscita dalla città.